“La lingua dei cani e dei gatti” Susan Minot Playground Edizioni

 

 

“Il suo corpo si era rinchiuso su sé stesso; concedersi delle emozioni avrebbe significato sprofondare.”

“La lingua dei cani e dei gatti”, pubblicato da Playground Edizioni e tradotto da Bernardo Anselmi, raffigura quello schermo necessario e protettivo che ci costruiamo per sopravvivere.

I racconti di estrema bellezza pur nella diversità dei contenuti evidenziano la frattura tra ciò che si prova e ciò che si dimostra.

Si percepisce “una condizione di sospensione” che coglie impreparati i personaggi.

La realtà viene filtrata da una patina di indefinita inquietudine che sublima gli eventi e li rende straordinari.

“Le sue sensazioni avevano preso la forma di una gigantesca palla di adrenalina che le roteava vertiginosamente intorno, mentre il suo sé era misteriosamente immobile e solido al centro.

Le emozioni, in attesa di poterla finalmente toccare, mulinavano al di sopra della sua scorza indurita.”

La paura di non recuperare gli istanti, il terrore di non saper badare a sé stessi e agli altri, lo spaesamento provocato dai luoghi che risultano estranei: estemporanee conflittualità che si smorzano grazie alla scrittura.

È come se Susan Minot volesse filmare la condizione esistenziale dei suoi personaggi.

La narrazione ha bisogno di strumenti nuovi e la trama diventa solo punto di partenza di un’analisi che scava dentro.

“E in fondo che cos’è la vita se non dare un’occhiata in giro?”

C’è curiosità e voglia di sfiorare l’insondabile, di trovare nei volti degli altri la stessa dilatazione delle percezioni.

Le relazioni di coppie vengono descritte come surreali incontri sul bordo di impossibili tragitti comuni ed in questa aura di incertezza si acquista consapevolezza della propria solitudine.

Leggendo si ha la sensazione di essere trasparenti, “come una fiamma alla luce del sole.”

Un’esperienza che sa essere disorientante e al contempo attrattiva.

Un viaggio non solo all’interno dell’animo.

La scrittrice sa narrare con lucidità il nostro presente attraverso ritagli di Storia che si incastrano come pugnali e impediscono di dimenticare.

L’invito a non dare “nulla per scontato” per non perdere i mille sussurri che ci circondano.