“La meridiana” Shirley Jackson Adelphi Editore

 

Per godersi la lettura di “La meridiana”, pubblicato da Adelphi Editore e tradotto brillantemente da Silvia Pareschi, bisogna liberare la mente, entrare nella storia senza lasciarsi ingannare dalla molteplicità degli eventi.

Il romanzo potrebbe essere definito gotico e le sue atmosfere possono creare illusionistiche conclusioni.

Accanto ai lati oscuri, alla costruzione delle scenografie si percepisce tanta luce e chi conosce già Shirley Jackson sa che niente è prevedibile.

È proprio questa capacità di lasciare in sospeso il lettore a rendere ogni libro una inesauribile fonte di sorprese.

Se “L’incubo di Hill House” gioca molto sulla suggestione del luogo e  “Abbiamo sempre vissuto nel castello” è evocazione della segregazione, questa prova letteraria concentra il suo focus sulla famiglia.

La conosciamo e restiamo interdetti.

Un nucleo familiare disaggregato che non rispetta nessun codice d’amore.

C’è una crudeltà che non salva nemmeno la piccola Fanny e nei dialoghi concitati si vedono quali sono i non valori di questi strampalati individui.

Non mancano le sorprese che tendono a creare uno stato di tensione e di aspettativa.

La predizione della fine del mondo diventa punto di unione tra mondo dei viventi e dei morti e sposta l’asse narrativo.

Chi si salverà?

Ma è questa la domanda che ci pone la scrittrice?

Ho la sensazione che sia una falsa traccia, dietro questa ipotesi apocalittica si cela il senso di precarietà che contraddistingue l’autrice.

Bisogna approfondire la sua storia personale, i grandi fervori e le delusioni, la difficoltà a conciliare il ruolo di madre e di letterata, il bisogno di trovare una sua cifra distintiva.

“La meridiana” è il romanzo più soggettivo, più intimo e quell’ironia tagliente è atto liberatorio.

Se il Male e la Follia possiedono il mondo, l’unica risposta possibile è una amara risata.

Nel testo c’e un ribaltamento della perfezione sociale, una satira ai costumi di un’epoca focalizzata su preconcetti.

Si è coinvolti soprattutto nei momenti più complessi e nel passare in rassegna le varie caratterialità descritte ci si accorge di aver assistito ad uno spettacolo tanto vero da sembrare irreale.

Un suggerimento: non accontentatevi di un’unica lettura.

Certamente vi siete persi tanti passaggi che servono a delineare una letteratura che trascende ogni genere.

Originale, spigolosa, tragica e sarcastica.

Ma questi sono gli Umani.