“La quercia” Walt Whitman Brian Seltznick Tunuè

 

“I disegni di “Love Oak, with Moss” non sono stati pensati come illustrazioni delle poesie, ma come una cornice, o una lente, attraverso cui riscoprire i versi di Whitman.”

Brian Selznick nell’illustrare “La quercia”, pubblicato da Tunuè, lascia spazio ai dettagli.

Partendo da un albero ne scorpora le parti, le differenzia grazie a tratti rapidi che giocano con il chiaroscuro.

Improvvisamente prorompe il colore ed è accecante, un insieme di gialli e rossi che si inseguono, si mescolano, si impongono.

Scompaiono lentamente ed ecco il blu che delimita il cielo.

Lentamente appare la città e nel silenzio delle strade ecco il poeta.

Un’altra figura si contrappone pur mantenendo la distanza.

Nella nudità e nelle ombre che si palesano avviene una emozionante fusione dei corpi.

Solo le mani a scandire una relazione che va difesa e protetta.

Mentre si cerca di diluire l’emozione arriva il tumulto della parola.

Una parola che Whitman non diede alle stampe.

Rileggere oggi “La quercia”, pubblicata da Tunuè, e tradotta da Diego Bertelli, significa aggiungere un tassello mancante.

“Non è nulla di tutto questo a

Paragone della fiamma che mi consuma

E brucia del suo amore, che m’innamora –

Nulla a paragone di quel che svelto

Di me, si rompe e ritrae.”

Urlo dell’uomo che amando in una forma assoluta è pronto ad abbandonare “tutto quello che ho creduto potesse bastarmi. ”

Testimonianza che sarà guida per cercare il coraggio di raccontare la propria omosessualità.

Utile viaggio per chi non riesce a cogliere la purezza dell’Amore nelle sue tante sfumature.