“La sera sulle case” Eduard von Keyserling Lorma Editore

 

“Non basta nascere nobili, bisogna anche volerlo essere.”

Eduard von Keyserling,  Mestro del primo Novecento tedesco, riesce ad aprire una breccia su un mondo ripiegato su sè stesso.

Con tocchi delicati e poetici ci introduce nelle case della nobiltà, regalandoci atmosfere rarefatte dove anche gli oggetti sono impregnati da una genealogia antica.

Salotti lussuosi, porcellane, luci soffuse trascolorano in uno stato di perenne inerzia.

Scorrono i giorni sempre uguali ad attendere solo l’attimo fuggente che svolazza impaziente sui volti avvizziti.

Ci si sente pervasi da uno strano sentimento di malinconia ma al contempo ci si rende conto di vivere gli ultimi fuochi di una società che sta per morire.

Sarà la giovane baronessa Fastrade a scuotere le acque.

Tornata a casa per accudire al padre malato sente la distanza tra la vitalità che le scorre tra le vene e il monotono rincorrersi delle ore.

Il romanzo è un inno alla fugacità del tempo, alla libertà di abbeverarsi alle sollecitazioni della vita.

“Non facciamo altro che attendere, facciamo questo o quello soltanto per ingannare il tempo, ma l’evento importante, quello fondamentale, non arriva mai.

E intanto il tempo passa e nulla cambia e noi ci copriamo di ridicolo.”

Parole forti, cariche di tensione e scontento pronunciate da Dietz von Egloff, una delle figure cardine nella narrazione.

Vissuto in questo ambiente chiuso e bigotto ha reagito con le bizze di ragazzo viziato.

Lo conoscono bene nelle sale da gioco dove sperpera con leggerezza il patrimonio familiare.

Ma qualcosa succede, è la fiamma del riscatto.

È la consapevolezza che la terra, le case, addirittura il nome prestigioso sono una punto di partenza e non di arrivo.

Ogni albero delle grandi tenute appartenute agli avi parla con voce suadente e nel bosco risuona forte un messaggio.

Il testo limpido e trasparente pone domande che non hanno tempo.

Si può sfidare la legge dei padri senza rischiare di perdere ogni ideale?

Interessante e da non sottovalutare un ulteriore conflitto tra donne e uomini, visioni differenti che bisogna comprendere prima di scegliere chi ci accompagnerà nel cammino dell’esistenza.

Impeccabile la parola, curata nello stile, musicale e lieve come una carezza.

Utile lettura per trovare la strada di casa, quella casa che ci appartiene perché ne siamo artefici e costruttori.

La splendida postfazione di Giovanni Tateo rivela interpretazioni storiche e suggerisce altre suggestioni.

Nel finale aperto ognuno potrà trovare la passione dominante e anche quando sembra che i sensi si siano chetati resta una piccola scintilla ed è quella che edifica il cambiamento.