@emapaladino recensisce “La vita bugiarda degli adulti” Elena Ferrante Edizioni e/o

@emapaladino recensisce “La vita bugiarda degli adulti” Elena Ferrante Edizioni e/o

“Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo.”Così inizia “La vita bugiarda degli adulti”. Rappresenta il ritorno
della misteriosa ed amata Elena Ferrante.
Questa nuova fatica, dalla prima frase, preannuncia una nuova storia
in cui emerge una nuova protagonista femminile (Giovanna).
Una storia che sembra avere delle connessioni con Lenù Greco, la
protagonista della quadrilogia de “L’Amica Geniale”: la ricerca di se stessi, il senso di profonda incertezza verso l’esterno.In questo libro però c’è un punto di rottura rispetto al precedente
lavoro: la protagonista Giovanna, non vuole subire silente ciò che le
circonda, cerca verità e speranze per se stessa sin da subito.
Emergono le figure genitoriali, l’enigmatica zia Vittoria, le amiche,
gli amori, il confronto col sesso, l’immagine della Napoli popolare e
borghese.

“La vita bugiarda degli adulti” è un viaggio esistenziale su come gli
adulti nascondano le proprie fragilità e, di riflesso, gli stessi
figli ne diventino complici o succubi.
Un viaggio intenso su un’adolescenza colpita da diversi eventi che
metteranno Giovanna a ridiscutere della propria condizione sociale.

Probabilmente abbiamo in mano il primo capitolo di una nuova
antieroina, nello stile tipico della scrittrice napoletana.