“L’abisso di Edipo” Giulio Guidorizzi il Mulino

“Edipo è un uomo che tra rabbie e angosce ha però il coraggio di svelare il suo segreto fino in fondo.

Così cade dentro il suo personale abisso; non ha la scaltrezza di Ulisse, non sa (o non vuole) evitare la sua Cariddi né uccidere il suo Ciclope”.

“L’abisso di Edipo”, pubblicato da il Mulino, intrattiene il lettore invitandolo a porsi domande esistenziali necessarie.

Partendo dalle vicende dell’eroe mostra quanto sia fragile ogni certezza quando “le cose prendono il loro corso, come non si può arrestare la corrente di un fiume che precipita in una cascata.”

Sofocle racconta l’indicibile, affronta la dicotomia tra destino e libertà.

Individua la doppia identità dell’essere umano: “il principe e il trovatello, il re e il capro espiatorio, il prescelto e il reietto, il solutore di enigmi e colui che non seppe capire chi era.”

Giulio Guidorizzi nel mito trova tracce “della materia fiammeggiante dell’anima, un magma di passioni, impulsi e istinti inesorabili.”

Mette in luce un cammino che nell’interpretazione del testo riesce ad analizzare odio, rabbia, furore.

Cerca di comprendere le ragioni del “raptus di disperazione”.

“La colpa è un problema di un individuo, la contaminazione di tutti.”

Da soggettiva la storia diventa collettiva ed è forse questo il segno dell’espiazione.

La rilettura della figura di Giocasta è commovente, insolita.

“Colei che cerca di sopire e nascondere, di rassicurare, una donna pronta a subire tutto per conservare la pace.”

L’autore sa scegliere i brani che meglio di qualunque commento tracciano il sentire dei personaggi.

Gli spendidi dipinti e il testo della tragedia concludono un’avventura che lascia disorientati.

È la vertigine della Verità che destruttura il senso di impotenza.

È la luce della Rivelazione che rischiara la notte.

È la rapsodia di voci antiche che ancora hanno tanto da insegnare.