“A New York con Patti Smith” Laura Pezzino Giulio Perrone Editore

 

“Un libro, penso, è una doppia fotografia: del soggetto, nel momento in cui sente, pensa, scrive, dell’oggetto, nel momento in cui è sentito, pensato, scritto.”

“A New York con Patty Smith”, pubblicato da Giulio Perrone Editore, comprende un terzo fotogramma.

Quello del lettore che viene attraversato da una corrente di felicità.

Quella gioia che non si può descrivere, è intima, sotterranea, profonda.

È il sentimento che si prova sempre quando la letteratura sa accendere scintille culturali, sa farsi voce universale.

Laura Pezzino ci conduce nell’universo di una grande Artista.

Ci fa conoscere i luoghi, i parchi, le case, le strade che hanno fatto da corollario ad un’esistenza.

“Molti dei luoghi che Patti Smith ha frequentato negli anni caldi della sua formazione oggi non esistono più: alcuni sono stati demoliti, la maggior parte ha cambiato lineamenti.”

Rivederli significare fermare il tempo o forse accettare il cambiamento come evoluzione, spinta verso forme nuove.

Questa filosofia percorre le pagine e ci permette di sentire che la memoria non può essere statica.

La partecipazione emotiva dell’autrice è fortissima e i suoi ricordi si snodano seguendo un cammino che sembra indipendente.

In realtà il testo è viaggio,  geografia percettiva,  incontro e sinergia.

L’intervista, la sintonia con le idee, “con l’energia e la vocazione, la dedizione e la libertà”, gli interessi comuni tracciano una mappa indissolubile.

Mostrano che tra alcuni esseri umani corre una alchimia misteriosa.

Tra gli infiniti pregi di questo intenso saggio c’è la capacità di narrare una lunga fase storica.

Gli anni sessanta e il fermento dei movimenti studenteschi, il declino economico, le nuove istanze artistiche: sembra di vivere un passato prossimo che i venti del presente tendono a spazzare via.

“Prima della musica, prima ancora della poesia, prima dello straordinario carisma di performer, c’erano stati i libri, veri pilastri fondativi del suo essere umano e artistico.”

Nella struttura di “A New York con Patti Smith” riescono a convivere più forme narrative.

La sintesi e la precisione giornalistica, la verve poetica, il reportage sentimentale.

“Tutti diventiamo noi stessi lontano da casa, da quei paesaggi che hanno la pretesa di definirci senza la nostra approvazione.”

Riflessioni che ci mettono di fronte al nostro specchio interiore e ci invitano a conoscere quei piccoli e grandi laghi sconosciuti.

Sorridiamo e ci emozioniamo e mentre le immagini continuano a scorrere vorremmo solo non dimenticare cosa ha rappresentato questa avventura.

Abbiamo incontrato autrici e autori amati, abbiamo imparato che scrivere significa mettersi in gioco,  conosciuto l’altra faccia dell’America,  preso parte a feste e capodanni, abbiamo sentito la solitudine e lo spaesamento.

Ci siamo sentiti vivi e, credetemi, non è poco.