Recensione di @CasaLettori: “Il regno di vetro” Lawrence Osborne Adelphi Editore

 

“Il regno di vetro” Lawrence Osborne Adelphi Editore

 

 

La narrazione dentro la narrazione: é questa la prima impressione che suscita “Il regno di vetro”, pubblicato da Adelphi Editore e tradotto da Mariangela Gini.

La scenografia mostra l’inquietante struttura piramidale che permette di vedere ciò che non c’è.

Questa caratteristica diventa tema dominante ed invita ad una prima riflessione.

La contemporaneità ha due facce che si contrappongono.

Entra nelle vite come un fulmine denudando e fotografando le crepe ma sa anche celare con guizzi maliziosi le verità scomode.

Ambientato a Bangkok il testo risente del fascino di una cultura che sa essere sfaccettata.

La ricchezza e la povertà, l’essere e l’apparire, il bianco e nero.

Non ci sono colori intermedi e questa scelta cromatica aggiunge un ingrediente particolare.

Si ha la sensazione di essere sospesi in una dimensione che non ha le solite coordinate spazio temporali.

O la luce accecante di un mondo che si sforza di essere quello che non é o il buio profondo di chi ha perso una identità definita.

Sarah é una fuggiasca, ha abbandonato New York dopo aver architettato una truffa.

Si rifugia in un paese dove crede di poter essere al sicuro ma ben presto si accorge che non si può fuggire da sè stessi.

La sua costante ansia emerge come tratto che dimezzando i desideri la costringe ad essere ombra tra le ombre.

Le ragazze con le quali intrattiene relazioni sono tutte nel limbo di un universo manipolato e finto.

Ci si chiede osservandole cosa le ha traumatizzate, quali segreti nascondono.

Le acque si fanno limacciose e la tensione narrativa cresce.

Lawrence Osborne costruisce un romanzo anomalo e intrigante.

Smonta le nostre idee sulla prevedibilità dell’esistenza, si diletta a farci conoscere ciò che neghiamo a noi stessi.

La vita non è una retta ma si contorce, si dilata come un animale senza pace.

Cercare un punto fermo non é esercizio facile, forse bisogna semplicemente navigare, raminghi ed ospiti cogliendo come dono le ineluttabili strategie del destino.

 

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