“Le campane” Silvia Bre Einaudi Editore

 

“E se il punto di fuga sfonda il disegno

E lo diserta senza rigore

Dove muore la prospettiva?

Si dispera, la figura, si ribella a se stessa

Per saperlo, disfarsi è la sua resistenza.”

La ribellione penetra nel verso, scalfisce il segno che si fa Parola, cerca di trovare un nuovo sguardo.

Imprime sulla carta l’orma che sfugge nella speranza di “essere stati il futuro di qualcuno.”

Nella trasparenza di un nulla da ricomporre l’unica forza spinge verso l’esterno, rade al suolo le radici.

Provare a trovare un linguaggio che dia colore all’universo che rischia di scolorarsi.

Infinite le suggestioni proposte da Silvia Bre in “Le campane”, pubblicato da Einaudi Editore.

Già il titolo è evocativo, come una scadenza che nel suono trova armonia.

“Anche ora s’incrina una fessura

Tutto il cosmo che passa è

Metallo fuso, un ritratto tanto uguale a qualcosa

Che mi esalta, creare un gorgo e poi esserne esclusa.”

Intima e al tempo stesso universale è la perenne ricerca di una “comprensione assoluta.”

In un gioco di luci che cambiano di intensità l’essere umano è in tumulto.

Attrae questa incertezza che avviluppa il testo perché è strada impervia verso quel qualcosa che manca ai nostri giorni.

Il presente è unione di eventi da narrare e solo la poesia può riempire gli spazi del non senso.

Il vuoto ha consistenza di ricordi, di acque che convergono alla riva, di frasi smozzicate nel silenzio.

“L’istinto del pensiero può placarsi.

Specchiarsi in queste parole è il paradiso.”

Essere guerriera che sfida la penombra, pronta a non retrocedere di fronte all’infinito.

Essenziale in un ritmo mai uguale la poetica del disincanto diventa spazio dove si concentra l’inarrivabile.

E nello sforzo di comprendere si rinasce con la consapevolezza che il nuovo, il misterioso, il geniale sono forme geometriche celate dietro la menzogna di un verbo astratto.

La poetessa ci porta verso quella redenzione ma dobbiamo con lei attraversare il deserto di scarti esistenziali.

“Ma io resisto, ti sto murando col gesto del vento

Ti tengo ferma via da me

Ti impongo all’universo.”