“Le inseparabili” Simone De Beauvoir Ponte alle Grazie

“Le inseparabili”, pubblicato da Ponte alle Grazie, è una storia autobiografica che fa intravedere il substrato culturale ed affettivo di Simone de Beauvoir.

Può essere considerato un romanzo di formazione perchè delinea l’infanzia e i suoi turbamenti con pennellate decise.

Ma nello sviluppo della trama si nota un graduale cambiamento di stile, l’accentuazione di elementi critici nei confronti della famiglia, monolite arroccato su posizioni rigide.

L’amicizia tra Sylvie e Andrée nasce tra i banchi di scuola in un ambiente bigotto e poco incline a favorire la creatività espressiva delle allieve.

Le diversità tra le due bambine cresciute in ambienti sociali differenti invece di essere causa di frattura cementa una relazione spontanea.

È lo spazio di libertà di entrambe, il confronto sincero tra personalità che si stanno avviando verso l’adolescenza.

Le chiacchiere, le risate, le impertinenze sono segni di un cambiamento emotivo.

Tra le righe si percepisce un’attrazione che non è fisica ma interiore.

È la paura della perdita di qualcosa di prezioso, la consapevolezza che tanti ostacoli complicheranno e travolgeranno le loro esistenze.

La descrizione delle due madri mostra un modo di essere artefatto, espressione di una fase storica.

La scrittrice con molta maestria mette in luce le crepe di un’affettività possessiva e non dialogica.

Tra i temi dominanti il rapporto tra fede e colpa, tra spiritualità e libertà.

C’è una costante ricerca di una Verità Superiore e al contempo la difficoltà ad abbandonarsi completamente ad un misticismo di facciata.

L’amore è un sogno di ragazzine e quando diventa realtà rischia di ferire.

La scrittura, a differenza delle altre prove narrative, è pacata e segue una traccia precisa.

La voce della coscienza è attutita, appena un sussurro e solo nel finale raggiunge un apice drammatico.

Nelle ultime scene c’è la consapevolezza di una discrasia tra realtà e immaginazione.

Si compie l’ultimo attimo mentre il silenzio entra a coprire il dolore e la certezza che niente sarà più come prima.

Ad arricchire il testo i documenti iconografici e la corrispondenza e nello sfogliare le foto si ha la sensazione di immergersi ancora una volta all’interno della trama.

Un invito a cogliere l’eternità degli istanti vissuti, a consacrarne la memoria.