“Le minime di Malinconico” Diego De Silva Einaudi Editore

 

 

“Nella vita vera non posso cancellare, tornare indietro, ripensare a quello che ho detto, correggerlo.

Allora scrivo per prendermi la rivincita sulle parole.

Per raccontare come sarebbe andata se avessi scelto quelle giuste.”

“Le minime di Malinconico”, pubblicato da Einaudi Editore, ci regala uno sguardo trasversale utlissimo per riorientare le idee.

Si sperimenta il bianco e il nero, la possibilità A e quella B, la salita e la discesa.

Ci si sente attraversati dal Tempo che “passa e non è a disposizione di nessuno”, da non sprecare e vivere con consapevolezza.

Ci si domanda quanto si è coerenti con sè stessi e con gli altri, quale parte decidiamo di interpretare, se siamo vittimisti o vigliacchi.

Ogni frase merita attenzione e riflessione, scombina l’ordine che ci siamo falsamente costruito e ci mette un pò in crisi.

È come se la nostra coscienza ci parlasse con voce decisa ricordando che “viviamo in una società isterica che cova rancore e desiderio di rivalsa ma non lo dice, non si oppone apertamente al nemico e non lo sfida, piuttosto aspetta l’occasione per prenderlo alle spalle o lavora sottobanco per fregarlo.”

Mi piace paragonare questa meravigliosa raccolta di pensieri ad un vademecum dove trovare pezzi che mancano al nostro puzzle personale.

Ma attenzione, Diego De Silva sa anche provocare, ironizzare, emozionare.

Sa sorridere delle sbandate, non nasconde le indecisioni, racconta l’essenza dei sentimenti, spiazza quando afferma che “la solitudine è bellissima, quando hai qualcuno.”

“La delusione è il più didascalico dei sentimenti.

Guarda in faccia una persona delusa e nove volte su dieci capirai perchè.”

Come si fa a non amare Vincenzo Malinconico?

È espressione sfaccettata di ognuno di noi ed ha il coraggio di ammetterlo.

È abitato dal dubbio, sa mettersi in discussione, si diverte a giocare con le assonanze verbali.

Possiamo finalmente averlo accanto e state certi, saprà trovare la frase giusta per tutti.

E soprattutto ci ricorda che “la vita va presa, usata, spesa: al limite sprecata.”