Recensione di @CasaLettori: “Le tracce fantasma” Nicola H. Cosentino minimum fax

 

Recensione a cura di @CasaLettori di “Le tracce fantasma” Nicola H. Cosentino minimum fax

 

“Voleva pensare al dolore e a tutte le ciclicità che riusciva a contare:

Giorno/notte, stagioni, venire alla luce ed essere sepolti,

bere e ubriacarsi, o vomitare,

stare bene e vivere da schifo,

infanzia/adolescenza/maturità,

essere soccorsi e dover dire addio,

essere amati e poi disprezzati e quindi dover dire addio,

perdere ogni cosa e volere tutto indietro,

scoprire in ritardo e con disperazione che si possedeva anche dell’altro.”

Frenetica, esplosiva, creativa: è questa la scrittura del critico letterario e scrittore Nicola H. Cosentino.

La nuova prova letteraria, “Tracce fantasma”, pubblicato da minimum fax

minimumfax, raggiunge l’apice delle contaminazioni culturali e sociali.

È la sintesi di più stili che insieme raccontano il nostro presente tecnologico e dirompente.

È la comunione tra illusione e delusione, tenerezza e fragilità, speranza e timore.

È l’affresco di una generazione che ha molto immaginato e si è schiantata con un quotidiano poco soddisfacente.

Valerio Scordia a trentotto anni deve confrontarsi con i  fallimenti di tutti coloro che come lui hanno costruito un futuro immaginifico.

Il gruppo musicale e i primi successi sono solo un ricordo amaro.

La chitarra un oggetto del desiderio inappagato, l’appartenenza ad un sogno collettivo un miraggio lontano.

Scrive di musica e sa essere tagliente e onesto.

Ma il senso di inadeguatezza emerge come un dolore mai estirpato.

Due donne dovrebbero placare la sua fame di vita.

Mirella sfocata su uno sfondo incolore, Anna emozione di un tempo passato.

Sarà Anna a popolare le notti del protagonista con frammenti di episodi che colorano il romanzo di realismo magico.

Immaginare quello che non si è vissuto insieme significa continuare una relazione, rafforzare un legame, credere nell’indissolubilità dei veri sentimenti.

Pagine poetiche e cariche di suggestioni mentre un sottile velo di malinconia si stende sulla narrazione.

Nella polifonia interpretativa del valore dell’arte, nell’accostamento tra possesso ed empatia l’autore edifica un nuovo modo di concepire il ruolo dell’artista nella contemporaneità.

Due figure centrali, un coetaneo e un giovane, mostreranno il ribaltamento della espressione musicale.

In un costante detto e non detto si celebra il rito della consapevolezza.

Si cresce e si impara a non naufragare.

Tante le allusioni simboliche, gli stilemi originali, le visioni surreali.

Bilanciato ogni passaggio, interessante la interazione con più moduli narrativi, eccellente la costruzione della trama.

Si sperimenta ciò che resta del prima e ciò che va costruito, ciò che non si avuto il coraggio di dire e l’armonia del pensiero.

Un gioco di luci e ombre scritto in maniera magistrale.

Complimenti!

Narrativa italiana