“Le vergini” Alex Machaelides Einaudi Stile Libero

 

“Le vergini”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero e tradotto da Seba Pezzani,  è un thriller psicologico costruito con intelligenza.

Viene rivisitata la psicoanalisi con un’attenzione particolare alle figure disturbanti incontrate nell’infanzia.

Ruolo fondamentale ha la figura del padre che nella mitizzazione rischia di diventare un freno e un limite alla crescita.

Ma il genitore è solo una rappresentazione visiva e inconscia di tutti coloro che si insinuano nell’esistenza diventando dei miti.

E del mito è impregnato il romanzo, in una rielaborazione della dualità tra vita e morte.

Persefone, “dea vendicativa”, “regina dell’oltretomba”, entra nella scena creando un forte contrasto tra Luce e Tenebra.

È il confine tra due mondi e permette di cogliere la trascendenza.

In questo gioco pericoloso si addentrano un gruppo di studentesse di Cambridge e scivolano nel territorio del silenzio e dell’adulazione.

Quando due di loro vengono trovate morte, la calma quiete del luogo viene travolta.

A partecipare indirettamente alle indagini è Mariana, terapeuta di gruppo, venuta in soccorso della nipote Zoe.

I sospetti ricadono sul professor Fosca, insegnante di tragedia greca, ambiguo e manipolatore.

Non tutto è come appare e Alex Michaelides è un eccellente giocoliere.

Imbastisce una trama che trarrà in inganno gli spettatori.

Noi lettori questo siamo: partecipi di un gioco di prestigio dove è difficile scoprire il segreto della magia.

L’autore ci porta dove vuole con grande maestria nella scelta di fuoripista.

Indaga la mente con razionalità, osserva le reazioni, i sussulti, i silenzi.

Sviluppa il tema della perdita da più angolazioni.

Il dolore che nasconde la verità e l”incapacità di percepire il disvelamento di chi manca.

È sempre il bisogno di costruire  leggende a prevalere sulla ragione.

Quando i tasselli saranno tutti presenti, lo sbigottimento è la prima reazione.

Stupore e incredulità ma anche la certezza di aver letto un romanzo intelligente, colto, profondo.

Di aver conosciuto la patologia mentale come non una colpa ma una conseguenza di nodi irrisolti.

“Allora, come è vana

Fragile la vita

Ma serena e beata per la tua voce, amico!

Quale speranza abbiamo di risposta?

O di giustizia?”

I versi di Tennyson sono una ulteriore traccia ma bisogna andare sempre “oltre il velo.”