“Le vie dell’Eden” Eshkol Nevo Neri Pozza

 

“Forse evitiamo di domandare quando abbiamo abbiamo paura di conoscere le risposte.”

Silenzi che ingigantiscono ipotesi, costruiscono scenografie inesistenti, nascondono la verità.

Si rischia di travisare la realtà creando illusionistiche percezioni.

L’altra viene idealizzata, diventa sembiante di ciò che manca.

L’ego trasferisce il suo disagio attraverso un trasfert pericoloso.

Quanto finalmente si osservano i fatti con lucidità si smonta il castello di menzogne.

Resta l’amarezza di essere stati raggirati dagli altri e da se stessi.

Il nostro tempo viene narrato al rallentatore, le immagini sono ingrandite, i sentimenti sublimati.

Tre racconti compongono “Le vie dell’Eden”, pubblicato da Neri Pozza e tradotto da Raffaella Scardi.

Per trovare il punto di unione bisogna osservare la psiche dei personaggi, confrontare le analogie, mettere insieme i pezzi di un unico incredibile puzzle.

Omri è archetipo dell’uomo insoluto, con un fallimento matrimoniale alle spalle cerca la sua chimera.

Pensa di averla trovata in Mor e la travolgente sensazione di libertà naufraga senza clemenza.

Chi è veramente la donna dai riccioli ribelli?

Quali segreti sta celando forse anche a sè stessa?

Dipanare la tela dei sospetti non è facile e nella stessa rete viene imprigionato Asher Caro.

Attratto da una giovane specializzanda pagherà cara la sua morbosa attenzione.

Dovrà rivelare ciò che per anni ha provato a dimenticare, imparare a perdonarsi.

Terza protagonista è una donna e le prospettive cambiano.

Anche lei ha commesso un’infrazione e dovrà dimostrare la sua innocenza.

Entrambi sono in bilico in un precipizio, stanno per perdere tutto.

Essere onesti con sè stessi sarà l’unica via di scampo.

Eshkol Nevo tratteggia i volti dei nostri conflitti interiori, mette a nudo le debolezze, mostra il tallone di Achille.

Lo fa con quella leggerezza che gli è congeniale.

Crea una tensione narrativa altissima, irretisce in diversi intrecci che hanno l’obiettivo di svelarci chi siamo.

La scrittura è carica di mistero, sinuosa, ammiccante.

Non giudica e non deduce perché il compito dello scrittore è quello di far riflettere.

Nell’insonsabile labirito del non detto esistono le parole che possono salvarci.

Dobbiamo trovarle e imparare a tornare sui nostri passi quando ci siamo allontanati dalla riva.

Non sempre il mare accoglie, spesso affila le sue armi tentatrici.

Sta a noi ritrovare l’equilibrio, togliere le maschere e guardarci allo specchio.

Senza timore ma con il coraggio di chi non ha paura delle sorprese.

Ad accompagnarci in questo viaggio metaforico la musica, pronta a soccorrerci e a sostenerci.

La vita è una scommessa e bisogna essere se stessi.

Sembra facile ma non lo è.

Il romanzo è un ottimo vademecum da rileggere quando le nubi si fanno spesse e celano i nostri veri istinti.