“Le vite nascoste dei colori” Laura Imai Messina Einaudi Editore

 

“Ci sono sempre ricordi sotto la pelle di altri ricordi.

Tutto rimane nascosto finchè quella pellicola da qualche parte non si sfilaccia.”

“Le vite nascoste dei colori”, pubblicato da Einaudi Editore, è poetica dei sentimenti, mappa interiore, attenzione per i piccoli germogli che fiorendo fanno esplodere le nostre personalità.

L’infanzia di Mio e Aoi è pura percezione, libertà di osservazione, capacità di cogliere la magnificenza del Creato.

Due linee parallele che incedono lievi in un mondo che esprime la sua magia nelle piccole cose.

Paradigmi di una purezza interiore che dà al romanzo le parvenze di una favola moderna.

Nel costrutto perfetto  non mancano i segni di una scrittura che sa creare schemi narrativi alternativi.

Luci che entrano con forza e incrociano i destini regalando pagine colme di umanità.

Dall’incontro non casuale dei protagonisti nasce qualcosa che è più profondo dell’amore.

Si sviluppa e cresce la conoscenza e l’accettazione delle diversità dell’Altro.

Una catena di eventi che crescono di intensità mostrano quali e quanti misteri avvolgono il passato.

Una scoperta che lascia sbigottito il lettore mentre il cuore entra nelle pagine, partecipa empaticamente allo sviluppo di un labirinto ideativo dove è bello perdersi.

Entrare nella magia delle sfumature, sentire cosa significa prendersi cura, scoprire che esiste una gradazione emotiva, essere sfiorati dall’alchimia delle relazioni.

Difficile circoscrivere il flusso di emozioni che arrivano come dono a placare l’anima.

In un Giappone che sa contenere tradizione e innovazione, si muovono gli altri personaggi ed ognuno ha una sua storia, un suo percorso.

Laura Imai Messina ha una parola che rivela espandendosi un percorso salvifico.

Sa fare vibrare la frase come fosse un soffio di vento, riesce a regalare i panneggi variopinti della psiche, fa mescolare diversità creando il miracolo della vera Conoscenza.

Porta lontano verso spazi invasi dalla trasparenza, ci insegna ad accettare il dolore, a vivere l’ultimo respiro come un viaggio verso la luminosità che libera dalle ombre.

Invita ad accettare le sfide e gli inciampi, a perdonare e a riconciliarsi con sè stessi.

La sua lirica è contagiosa, inno alla ricerca della propria identità.