“Calcoli e fandonie” Leonardo Sinisgalli Hacca Edizioni

“Si può percorrere intera la strada della ragione.

È una strada lunghissima che si perde nei secoli.

La pista anche se sconvolta non si cancella.”

“Calcoli e fandonie”, scritto negli anni sessanta e ripubblicato da Hacca Edizioni, è intransigente, amara lettura delle dicotomie tra la società utopica e quella reale.

Tragica constatazione della perdita di anima e valori, della creatività soffocata da regole.

“Sai di essere indescrivibile,

Sai di essere una traccia labile,

Un bene indisponibile.

Sai di essere una nube.”

La poesia risuona nel silenzio che vorrebbe uccidere il pensiero.

È l’irregolarità che irrompe a deformare la geometria statica delle città.

“L’uomo ha poco di sacro: sacra è la coscienza della nostra indegnità.”

Liberarsi del Narciso che si specchia e cercare il proprio volto nei ripostigli dell’inutilità.

La scrittura di Leonardo Sinisgalli si misura con le forme ed i volumi.

Si espande e si contrae, si spezza in frasi brevi che nella minuzie del vissuto ricompone una verità universale.

Si sfrangia in lunghe digressioni, insegue un ragionamento, lo filtra e lo purifica dalle scorie di una cultura mnemonica.

I ritagli di ricordi fermano immagini che nessuno vuol vedere, sono solo stracci da abbandonare mentre la scienza non accetta il Nonsenso.

“Corre il tempo dietro quelli che che sfuggono come la polvere dietro il vento.”

I rimandi letterari, scientifici, artistici sono bozze da leggere con attenzione, curiose invasioni di una Cultura complessiva e non frammentaria.

Un invito a ragionare solo “di quello che esiste”, un viaggio amaro, doloroso.

Tra “porte, chiavi, cunicoli nascosti” bisogna trovare “le linee di intersezione di due o tre universi.”