“Tempi difficili” Les Edgerton Elliot Edizioni

 

Amelia bambina e il diritto allo studio negato.

Il lavoro nei campi, la fatica e le tabelline a farle compagnia.

Il cuore che batte e gli sguardi furtivi.

Carezze rubate alla notte e una promessa sussurrata tra i piaceri del corpo.

Ancora uno strappo e Billy con il suo ciuffo rosso diventa chimera.

Un padre padrone che sceglie per lei.

Una violenza e il matrimonio riparatore con Arnord e comincia l’inferno.

Stenti, abusi, cattiverie subiti in silenzio per una legge non scritta che costringe le donne ad essere vittime.

“Tempi difficili”, pubblicato da Elliot Edizioni e tradotto da Marco Piva, è scontro tra Bene e Male in una narrazione che incede veloce.

Una scrittura incisiva che in poche battute racconta il Texas della Grande Depressione, la miseria e l’ignoranza, la rabbia e il predominio maschile.

In questa opacità dei cuori la figura della protagonista emana luce.

Non si arrende, difende i suoi figli anche nei momenti più difficili.

La tragedia aleggia come un mostro dai mille volti ma non ci sono metafore.

Chi sbaglia ha il suo nome, la colpa scolpita sulla pelle, lo sguardo rapace.

La legge del più forte sembra prevalere e il lettore segue ogni risvolto, ogni cambiamento di climax con grande tensione.

La trama è ricca di eventi, quasi fosse un film in bianco e nero, una storia dove il destino è solo un incidente di percorso.

Les Edgerton, abilissimo autore di crime, in questa prova letteraria esce dagli schemi e scrive un romanzo a tinte forti.

Colloca i personaggi e i luoghi scandendo i tempi della loro apparizione.

Fa emergere le zone d’ombra e sa essere attualissimo.

Non si perde in giochi linguistici, la parola è scarna, essenziale.

Sa essere pugnale o carezza, sa regalare tregua e dolore, sa trovare la cifra della tenerezza tra una madre e una figlia.

Sa rappresentare un amore che non conosce il rimpianto.

Un libro eccellente e come dice Joe R. Lansdale:

“Avrei voluto scriverlo io.”