Recensione di @CasaLettori: “Viaggio al Nord” Karel Čapek Iperborea

 

 

“Viaggio al Nord” Karel Čapek Iperborea

 

 

“Anche noi siamo il Nord e ci portiamo dentro, nel profondo, un brandello della frescura e dolcezza del Nord, che non disgela mai, neppure d’agosto; un pugno di neve, un pezzetto di corteccia di betulla, il bianco fiorellino di una sassifraga.

Un pellegrinaggio al bianco Nord, al verde Nord, al Nord rigoglioso e malinconico, terribile e armonioso.”

“Viaggio al Nord”, pubblicato da Iperborea, tradotto da Susanna Chiti Chytilovà e Nilo Pucci, è esperienza che ognuno deve vivere.

Non è solo la narrazione di luoghi di una bellezza e purezza sconvolgenti, è l’attraversamento di un confine.

Reale e simbolico, mitologico e letterario, visivo e percettivo.

È la ricerca del topos dove ogni cosa perde consistenza, si fa eterea e trasparente.

Dove il bosco è colore e appartenenza, il lago specchio rifrangente, il cielo spazio infinito.

È la presenza silenziosa di uomini e donne, animali e bambini.

Ghirigori di voci rallentate dal manto immacolato della neve.

La bianca chiesetta in Danimarca, piccoli abeti “come pizzi di carta”: non si direbbe neppure un paese, ma una grande e bella fattoria che il Creatore si sia preso cura di far prosperare.”

Casette svedesi tra alberi secolari e laghetti circondati da salici argentati.

La notte nordica a Oslo, l’arte popolare ad Hallingdal, l’incanto dei fiordi, un minucolo porticciolo, lastre di granito a farsi compagnia.

Il momento tanto atteso è arrivato: oltrepassare il Circolo Polare.

La scrittura si fa densa, come una coltre che cela infiniti interrogativi.

Che ruolo ha la Storia nella narrazione?

Il libro fu pubblicato nel 1939 e il suo autore non riuscì a vederne la stampa.

È come se Karen Čapek volesse controbilanciare gli eventi tragici che sconvolgevano l’Europa, affidare ai posteri un testamento spirituale.

Insegnare ad apprezzare la bellezza, a conoscere i popoli prima di giudicarli, a cercare sempre il Nord.

Gli schizzi sono suggestivi nella loro essenzialità, fermano l’immagine, la riproducono con guglie e linee.

Sembra di essere all’interno di una favola ed è triste pensare di uscirne.

“C’è sempre bisogno di uomini eccezionali, anche quando tacciono i tamburi di guerra.”

Nell’attualità della frase sentiamo di aver avuto una guida preziosa.

Ci ha fatto provare l’ebbrezza di essere stati partecipi dell’insondabile e misterioso fascino dell’universo.

Suggerisco di leggere la splendida prefazione di Cees NooteboomCees Nooteboom come un ulteriore strumento di conoscenza.

Un invito a salvare il pianeta, a provare a fermare la catastrofe ambientale.

 

 

Karel Čapek (1890-1938) è stato uno degli scrittori cechi più originali degli anni Venti e Trenta e la sua produzione ha ispirato gran parte della fantascienza europea e americana.

 

 

Catalogo Iperborea