Recensione di @CasaLettori: “Solo per i tuoi occhi” Ian Fleming Adelphi Editore

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Titolo: “Solo per i tuoi occhi”     

 

Autore: Ian Fleming

Casa Editrice: Adelphi Editore

Collana: Fabula

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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“Dal 1945 non aveva trascorso una sola giornata felice a Parigi.

E non tanto perché Parigi avesse venduto il suo corpo.

Molte città lo hanno fatto.

Era il cuore che non c’era più – dato in pegno ai turisti, ai russi, ai rumeni e ai bulgari, in pegno alla feccia del mondo che a poco a poco si era impossessata della città.”

 

Poche battute per raccontare l’anima di una città.

È una delle grandi doti di Ian Fleming, che non ha mai trascurato gli habitat delle storie.

La percezione del Maestro a curare nei dettagli ogni particolare ci ha permesso di entrare nell’universo composito del suo protagonista.

Piccole interferenze che alle trame avventurose aggiungono lo spirito critico, la pungente osservazione, il sarcasmo a volte feroce.

Grazie ad Adelphi Editore abbiamo l’occasione di leggere “Solo per i tuoi occhi”, tradotto da Massimo Bocchiola.

Sorprendente la verve narrativa all’interno del racconto breve.

Pur non perdendo le caratteristiche del romanzo ogni storia ha  velocità nello sviluppo della trama,  raffinatezza linguistica, ricchezza scenografica.

Non rimpiangiamo le sue opere maggiori ma al contrario ci crogioliamo in compagnia di James Bond.

Da un luogo all’altro, da una avventura all’altra emerge il personaggio in tutta la sua interezza.

Disilluso, sognatore, amante della bellezza, riflessivo, capace di mettere in gioco tutte le sue potenzialità.

È un eroe ma non vuole esserlo, compie il suo mestiere come fosse una missione, vive il rapporto con il nemico con astuzia e intelligenza.

 

“Bond non amava le domande personali.

Non sapeva mai rispondere, nè quale fosse la verità.

Non aveva né moglie né figli, non aveva mai sofferto perdite tragiche.”

 

Quando però c’è da scegliere da che parte stare non ha esitazioni.

È la coscienza a suggerire ogni sua mossa e in questo libro si evidenzia proprio l’umanità che nel cinema in parte si perde.

Leggerlo oggi significa definire il nostro concetto di coraggio e di eroismo, la relazione tra giustizia e vendetta.

Colpisce un altro aspetto: il carattere deciso delle figure femminili che entrano in scena senza preoccuparsi dei pericoli.

Il nostro tombeur de femme  come reagirà a tanta intraprendenza femminile?

Non mancano i colpi di scena che vengono dosati senza forzature.

Le più strane esperienze devono farci pensare che potremmo essere noi i protagonisti e, lasciatemelo dire, abbandonare la routine e trovarsi nei più disparati angoli a sconfiggere i cattivi è una bella sensazione.

È solo l’illusione temporanea?

Non ne sarei così certa, Ian Fleming sa condurci dove vuole.

 

Editore

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Autore

Ian Lancaster Fleming (Londra28 maggio 1908 – Canterbury12 agosto 1964) è stato uno scrittoregiornalista e militare britannico, famoso soprattutto per aver creato il personaggio dell’agente 007 (James Bond), dando vita con i suoi romanzi a una nuova visione della letteratura gialla inglese.

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Copertina del volume "Il ritorno del soldato" di Rebecca West pubblicato da Fazi Editore.

Recensione di @CasaLettori: “Il ritorno del soldato” Rebecca West Fazi Editore

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Copertina del volume "Il ritorno del soldato" di Rebecca West pubblicato da Fazi Editore. Titolo: Il ritorno del soldato

Autore: Rebecca West

Casa Editrice: Fazi Editore

Collana:  Le Strade

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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“Chris manifestava sempre una grande fede nell’imminenza dell’improbabile”

 

Nella elegante e signorile villa dove abita insieme alla moglie Kitty e alla cugina Jenny, tutto rispecchia la perfezione di una bellezza rarefatta, inesistente, inavvicinabile.

Può essere questa la causa scatenante che porterà Chris, rientrato dal fronte, a cancellare gli ultimi quindici anni di vita.

Un forte trauma lo ha riportato indietro nel tempo, quando era un giovane esuberante innamorato di Margaret, figlia di un fattore.

Da queste premesse nasce “Il ritorno del soldato”, pubblicato da Fazi Editore, tradotto dall’inglese e curato da Benedetta Bini.

Il ricordo di quei giorni felici dove ogni cosa si ammantava di meraviglia viene evocato come una salvezza.

Due anime che hanno condiviso l’ebbrezza dell’anima e che eventi imprevisti hanno diviso.

Potranno tornare ad amarsi con la stessa limpida innocenza annullando gli spazi che li hanno separati?

Che ruolo avrà la moglie in questa forzata rivisitazione?

Ancora una volta Rebecca West riesce a travolgere le regole del romanzo tradizionale.

Mette sul tappeto problematiche relazionali legate strettamente alla dissociazione temporale.

Invita a guardare i personaggi come attori di una tragica commedia.

Da un lato l’apparenza del presente dall’altro la magia del passato.

E in quel passato c’è il sogno, l’immaginazione, il desiderio.

Si legge con il fiato sospeso in attesa di una svolta che capovolgerà la trama.

Voce narrante è Jenny, decisivo tassello per studiare la psicologia sulla quale è costruito il testo.

Una delle opere più belle dell’autrice che con una scrittura suadente ci porta a conoscere gli strani meccanismi che governano la mente.

A comprendere il senso della rimozione, ad affrontare i demoni mai risolti come la morte di un figlio.

Commovente l’incontro tra Chris e la sua amata, che ha perso la freschezza e lo splendore nel volto ma sa tenere insieme ciò che resta del ragazzo e dell’adulto.

“Chris le prese di nuovo la mano.

Per qualche ragione, capii, il momento era carico di estasi.

In quella piccola radura l’aria sembrava dolce come in nessun’altra parte del mondo.”

 

È lei con i vestiti logori, le mani sciupare ad illuminare la storia.

Eroina che ha saputo attraversare le traversie continuando a brillare di luce propria.

Un finale incandescente, doloroso, lacerante, necessario.

Resta la fiamma di qualcosa che va aldilà dell’amore ed è questo quello che conta.

Spesso bisogna entrare dentro se stessi senza rinnegare niente, un passo difficile, una scelta di etica.

Essere uomini e andare incontro al domani spezzando ogni incantesimo.

Editore

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Autore

Immagine della scrittrice Rebecca West

Dame Rebecca West, pseudonimo di Cicely Isabel Fairfield (Londra, 21 dicembre 1892 – Woking, 15 marzo 1983), è stata una scrittrice britannica, di origini scozzesi e irlandesi, molto conosciuta grazie ai suoi romanzi, ai suoi articoli di giornalismo, ai suoi interventi di critica letteraria e per i suoi romanzi di viaggio. Autrice prolifica e attenta osservatrice del suo tempo, nella sua opera ha toccato diversi generi letterari.

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Copertina "Loro" Kay Dick minimum fax

Recensione di @CasaLettori: “Loro” Kay Dick minimum fax

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Titolo: LoroCopertina "Loro" Kay Dick minimum fax

Autore: Kay Dick

Casa Editrice: minimum fax 

Collana: Sotterranei

Anno di pubblicazione: 2022

Recensione

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“Tanto tempo prima c’era così tanto libero arbitrio.

Un tempo per sorridere e cantare al mattino.

Una tale quiete nel vivere.”

 

A deturpare questa pace “Loro”.

Si muovono furtivi, appaiono all’improvviso, entrano nei giardini, nelle case.

Osservano, agiscono.

Puniscono sempre in silenzio.

Impenetrabili, silenziosi, inquietanti.

Distruggono libri, dipinti, feriscono tutti coloro che resistono.

Odiano l’arte, la cultura, il pensiero libero.

Costringono alla dimenticanza, colpiscono corpo e mente.

Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1977, non ebbe successo.

Finalmente minimum fax ripropone un’opera dalla fortissima simbologia.

I tempi sono maturi per entrare nell’universo distopico di una geniale scrittrice.

Kay Dick, prima donna capace di dirigere una casa editrice, mostra grinta e audacia.

Prospetta un ipotetico presente dove sta morendo la libertà di espressione.

Crea una tensione narrativa tale da far sembrare reale la finzione scenica.

Mette in moto meccanismi difensivi che nascono dalla paura.

Utilizza la riflessione come strumento di resistenza.

Elabora due schieramenti che si fronteggiano: da un lato la subdola prepotenza del branco dall’altra l’intelligenza di pochi.

Molti non arretreranno e pagheranno alti prezzi, altri hanno strategie a lungo termine.

Incamerare più ricordi possibili per non disperdere la memoria, mostrare indifferenza, convivere con il terrore, giocare d’astuzia.

Quello che colpisce è lo scenario di una bellezza che lascia senza fiato, aiuta ad alleggerire la tensione costante.

L’obiettivo credo sia anche quello di mostrare che nessuno potrà mai cancellare completamente la grazia, la purezza del Creato.

Altro elemento interessante è che non ci sono cambiamenti di ritmo: le giornate scorrono, le stagioni si alternano, la vita continua.

Una trama che attrae provocando forti reazioni emotive.

Chi sono Loro? Possono tornare ad intaccare il Sapere?

Saremo tanto forti da riuscire a sconfiggerli?

Il libro sa essere tragicamente attuale e ci pone di fronte ad un bivio.

Saremo noi a dover difendere il patrimonio culturale che ci appartiene.

In un finale che lascia senza fiato un messaggio di speranza arriva come una carezza.

Nessuno potrà oscurare la luce della conoscenza.

Suggerisco di leggere con attenzione la splendida prefazione curata da Carmen Maria Machado.

Un tassello importante per apprezzare il testo.

Buona lettura.

Editore

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Autore

Kay Dick

Kay Dick (29 luglio 1915-19 ottobre 2001) è stata una giornalista e scrittrice inglese. Ha scritto cinque romanzi e a soli ventisei anni è stata la prima donna a dirigere una casa editrice inglese, lavorando con grandi autori come George Orwell. Ha scritto per il New Statesman, il Times, lo Spectator e il Punch. Ha vissuto per vent’anni con la compagna, la scrittrice Kathleen Farrell, e ha sempre sostenuto il lavoro dei giovani scrittori che considerava più promettenti.

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Recensione di @CasaLettori: “Due settimane in settembre” R. C. Sherriff Fazi Editore

 

Recensione di @CasaLettori

“Due settimane in settembre” R. C. Sherriff Fazi Editore

Letteratura inglese

“Le stelle sbiadivano, e lontano, lungo la costa, per metà dal mare e per metà dal pendio di una diramazione, si irradiava un tenuissimo colore ambrato, sbavato di minute strisce di nuvole.”

È sorprendente la capacità di restituire la bellezza malinconica di un paesaggio come fosse il dipinto di un’altra epoca.

R. C. Sherriff, nato nel 1896, riesce a tradurre nelle sue opere la ventata di novità del Novecento.

Le descrizioni, pur conservando lo stile dell’Ottocento, si colloca in uno spazio dominato dalla percezioni dei colori che provocano un insieme di sensazioni.

La figura si colloca all’esterno, spettatore che sa provare meraviglia.

Mi piace pensare che lo scrittore sia un antesignano ambientalista, capace di cogliere l’armonia che si sta sfilacciando.

“Due settimane in settembre”, pubblicato da Fazi Editore e tradotto da Silvia Castoldi, è un romanzo solo all’apparenza lineare.

La vacanza di una famiglia in un luogo frequentato da anni, i preparativi, il viaggio, le aspettative e poi finalmente la pensione Vistamare.

Da subito notiamo dai comportamenti della signora Stevens qualcosa che non quadra.

È come se un obbligo mai rivelato a nessuno la costringesse ad essere ciò che non è.

La sua unica preoccupazione è non deludere i familiare e questo atteggiamento la dice lunga sul ruolo della donna all’interno della comunità inglese.

C’è un’ansia che ci accompagnerà creando un crescendo narrativo che ci porta a pensare a continui imprevisti.

Quello che cambia non è il ritmo rallentato delle vacanze.

Sono i personaggi a subire una metamorfosi e ci vorrà il tempo della meditazione per comprendere cosa modificare.

Entrambi sono intrappolati in un’esistenza già programmata e saranno quei giorni di relax ad innescare la riflessione.

Da Dick scontento di un lavoro routinario a Mary che non ha mai sperimentato l’amicizia e l’amore, al signor Stevens che, pur vestendo i panni dell’uomo sicuro di sè, ha parecchie ombre e insicurezze che gli annebbiano il cammino.

Un romanzo liberatorio dove ognuno troverà la sua dimensione nel mondo, imparerà a godere del tanto che ha, proverà a fare il salto di qualità.

Perchè il treno della vita è pronto per partire, basta trovare il coraggio di voler uscire dalla propria stasi.

Un libro veloce, senza incertezze linguistiche, che insegna ad essere uniti senza lasciarsi stritolare, a contemplare la luce, a non lasciare nessuno indietro.

Nessuna digressione temporale che intralcia quel tempo stabilito.

Ed è importante questo dettaglio perché mostra che siamo noi padroni delle ore se sappiamo ascoltare il sussurro delle onde, giocare con i nostri sogni, non avere segreti.


R. C.Sherriff, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo inglese nato nel Middlesex, ha lavorato in un ufficio assicurativo fino a quando, all’inizio della prima guerra mondiale, si è unito al reggimento dell’East Surrey. Negli anni Trenta si è trasferito a Hollywood per scrivere la sceneggiatura di L’uomo invisibile e successivamente ha lavorato a La signora MiniverAddio, Mr Chips! e molti altri film di successo. Ha pubblicato diversi romanzi. Due settimane in settembre, uscito nel 1931, è al centro di una grande riscoperta internazionale da quando, durante i giorni più bui della pandemia, il premio Nobel Kazuo Ishiguro l’ha consigliato ai lettori definendolo un romanzo perfetto per risollevare il morale.

Catalogo Fazi

Recensione di @CasaLettori: “Addio, Mr Chips” James Hilton Einaudi Editore Stile Libero

 

Recensione di @CasaLettori

“Addio, Mr Chips”

James Hilton

Einaudi Editore

Stile Libero

Letteratura inglese

 

“Quel periodo intenso e confortante della sua vita rimase lí a proiettare una luce che si sfaccettava in mille rimembranze.”

L’importanza del ricordo che si fa vivido e tiene in vita emozioni, storie, incontri, passioni.

Elaborazione salvifica che aiuta ad attraversare il dolore, ad illuminarlo, a rendere sacro ciò che è stato.

Nel flusso ininterrotto di immagini la storia d’Inghilterra, i momenti di gloria e la decadenza.

Il tumulto del tempo che impone innovazioni invitando ad adattarsi.

“Addio, Mr Chips”, riedito da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero, è un classico struggente, poetico.

Una cattedrale nel panorama letterario internazionale non solo per la lingua suadente, la raffinatezza stilistica, le ombreggiature paesaggistiche.

È un libro che fa crescere emotivamente e spiritualmente.

Fa sentire diversi, illuminati dalla luce interiore del professor Arthur Shopping, dall’ironia bonaria e da una saggezza antica.

Impariamo a conoscerlo e ad amarlo per la capacità di mettersi in discussione.

Conosce e ammette i suoi limiti, sa essere indulgente e rigoroso, non si piega alle innovazioni senza prima averne sperimentato criticamente gli effetti.

Una esistenza nella scuola di Brookfield e la pensione in affitto in una stanza che si affaccia sul luogo che ha amato e continua ad amare.

Passa le giornate evocando episodi che spesso si confondono tra loro creando una rete magica di frammenti.

Il matrimonio e quella ventata di giovinezza, la Donna nuova con la quale incedere senza perdere di vista i valori fondanti di una cultura vissuta sempre come dono.

In ogni pagina affiorano emozioni, volti, voci di tanti giovani sempre considerati figli.

“Arrivò l’amore, l’amore improvviso dei ragazzi verso un professore che era gentile senza essere debole, che li capiva abbastanza bene ma non troppo e la cui intima felicità lo avvicinava a quella che provavano loro.”

Dal romanzo sono stati tratti un film nel 1939, un musical nel 1969, due serie televisive e un radiogramma.

Un grande successo ma niente può essere paragonato alla lettura nella traduzione magistrale di Marco Rossari.

Un Mestro che sa restituire le sfumature, le atmosfere, i luoghi con quella certosina ricerca del fonema che sia strumento musicale.

“Scioperi e serrate, fiumi di champagne e disoccupati in manifestazione, mano d’opera cinese, riforma delle tariffe, la corazzata Dreadnought, Gugliemo Marconi, i primi movimenti di liberazione irlandesi, il caso del dottor Crippen, le suffraggette, la battaglia di Çatalca…”

Sintesi perfetta che ci invita a cogliere negli eventi l’essenzialità, il punto di svolta.

Una visione analitica e al contempo empatica di ciò che è stato sempre alla luce del futuro.

Un messaggio di speranza per chi non crede più che l’istruzione sia fucina di sviluppo intellettivo, una carezza per chi non riesce a trarre dal passato la dolcezza straniante della rimembranza.

Buon lavoro, maestri!

Che questo testo vi sia guida.

 

James Hilton (Leigh9 settembre 1900 – Long Beach20 dicembre 1954) è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico.

 

Catalogo Einaudi 

Agenda Letteraria 15 gennaio 2020

“La mia speranza è di avere ormai imparato abbastanza il mio mestiere da procurare ogni sorta di piacere al lettore.

Comunque dovrò ancora annaspare e sperimentare, ma questo pomeriggio ho avuto un lampo di luce.

E veramente, dalla felicità con la quale sto sviluppando il romanzo non scritto, penso che da quella parte vi sia un sentiero per me.”

Virginia Woolf  “Diario di una scrittrice minimum fax