Recensione di @CasaLettori: “La tua assenza è tenebra” Jón Kalman Stefánsson Iperborea

In breve

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Titolo: “La tua assenza è tenebra”     

Autore: Jón Kalman Stefánsson

Casa Editrice: Iperborea

Collana:

Anno di pubblicazione:  2022

Recensione

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“I morti perdono il nome se non raccontiamo la loro storia;

quindi se racconti la mia storia io ritroverò il mio?”

 

Malinconico e dolcissimo, profondo e commovente.

Lancinante e autentico, poetico e sfuggente.

Ancora una volta Jón Kalman Stefánsson trova una cifra narrativa che entra nel cuore del lettore.

Lo turba, lo coccola, lo interroga.

Lo porta a viaggiare nel tempo e nello spazio, dandogli una sensazione di infinito.

Lo invita a lasciarsi andare tra i fiordi e i paesaggi che hanno un’intrinseca bellezza.

Lo fa accedere in quello spazio che si chiama eternità, gli fa sentire il brivido della ricerca del sè, gli permette di accostarsi all’ignoto.

 

“Le cose davvero importanti ti lasciano addosso un segno indelebile, sentimenti profondi, esperienze difficili, traumi, felicità intensa; dolori o violenze che colpiscono la società o il tuo mondo possono penetrarti dentro a una profondità tale da inscriversi nei geni, che poi li tramandano di generazione in generazione, forgiando così chi ancora non è nato.

È una legge di natura.

I geni trasportano le sensazioni, i ricordi, le esperienze e i traumi da una vita all’altra, e in questo modo alcuni di noi esistono ben oltre la loro dipartita, ben dopo essere stati dimenticati del tutto.

Il passato, pertanto, ce lo portiamo costantemente dentro.

È un continente invisibile, misterioso, che talvolta si lascia percepire tra il sonno e la veglia. Un continente con rilievi montuosi e distese marine che influiscono in maniera stabile sul clima e sulle variazioni di luce che abbiamo in noi.”

 

“La tua assenza è tenebra”, pubblicato da Iperborea e tradotto da Silvia Cosimini, già nel titolo contiene due termini che ci faranno compagnia.

Ne scopriremo il senso e il legame che li unisce.

Essere assente può contenere vari significati anche metaforici.

Mi piace pensare che si riferisca al protagonista, “assente a se stesso”, incapace di ricordare.

Un vuoto vorticoso dove più niente appare, solo un presente irriconoscibile, distante.

Tenebra è mancanza di luce ma è anche simbolicamente morte.

Il pregio dell’opera è quello di portarci a pensare che il buio può essere frantumato attraverso la conoscenza.

Conoscersi o meglio riconoscersi significa fare chiarezza, illuminare, accedere senza timore nel luogo della dimenticanza.

 

“No, non conosco abbastanza bene i dettagli per vedere il contesto.

I dettagli, il contesto?

I primi li viviamo, il secondo lo inventiamo.”

 

È questa la letteratura, trasformare la vita in invenzione o viceversa e questo romanzo ne è la prova.

Sa dare il giusto valore allo scorrere del tempo, lo accelera, lo sminuzza, lo ingigantisce, lo riduce in schegge.

Ruotano storie e personaggi e frasi che stordiscono.

Si alternano pagine fitte a riflessioni che si incidono sulla pietra.

Scorre un film con i contorni a tratti surreali, rarefatti ricordi, giochi semantici e schizzi introspettivi.

Ci si incontra per ritrovare pace accettando ciò che scompare.

Tornerà sotto forma di parola che riesce a fare da ponte tra morte e vita.

 

“Fuggi pure verso altri paesi, altri emisferi, nasconditi nelle valli più isolate, nei vicoli delle grandi città, quel maledetto verso, quell’accidente di ritornello, rintraccerà il tuo cuore, che tu sia a Buckingham Palace, nel ventre del Pentagono, sotto il letto del papa.

Ti rintraccia, ti strappa tutte le armi di mano, e comincia a cantare.”

Editore

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Autore

Jón Kalman Stefánsson, ex insegnante e bibliotecario, si dedica alla poesia prima di passare alla narrativa, distinguendosi subito per una lingua di singolare ricchezza evocativa e diventando uno dei più amati scrittori nordici. Attraverso potenti affreschi dell’Islanda di ieri e di oggi, i suoi romanzi affrontano le grandi domande dell’uomo, la vita, l’amore, il senso ultimo dell’esistenza, il potere dell’arte e della letteratura. Più volte nominato al Premio del Consiglio Nordico, con Luce d’estate ed è subito notte ha ricevuto il Premio Islandese per la Letteratura. Iperborea ha pubblicato la trilogia Paradiso e inferno (2015), La tristezza degli angeli (2012),  Luci d’estate ed è subito sera (2013), Il cuore dell’uomo (2014), oltre ai Pesci non hanno gambe (2015) e Grande come l’universo (2013), che raccontano una saga famigliare spaziando da un capo all’altro dell’Islanda attraverso il Ventesimo

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