“Breve storia del mio silenzio” Giuseppe Lupo Marsilio Editore

“Scrivere è come spostarsi sugli atlanti”

Giuseppe Lupo scava nella memoria, penetra nella storia d’Italia trasformandola in un magico intreccio di eventi e di cambiamenti.

“Breve storia del mio silenzio”, pubblcata da Marsilio, ha il sapore di un tempo passato, il colore acceso di una riflessione sulla parola.

Preziosa, necessaria, tempio sacro di un comunicare che è nutrimento, scambio, ricerca.

Narrato in prima persona il romanzo è un album di foto da sfogliare con rispetto perchè protagonista è l’Uomo.

Colui che pensa, impara, supera tempeste, si impaurisce, si interroga.

Lo scrittore da un’esperienza infantile sviluppa una trama che ci coinvolge tutti.

Un trauma che lo porterà al mutismo diventa il pretesto per indagare sul potere del silenzio, sulla difficoltà a superare l’abisso dove “le parole erano appese al filo che ci penzolava sopra.

“Parlare era come salire su una funivia agganciata a questo filo: ci si lascia andare nel vuoto e via con le lettere, una dietro l’altra.”

I genitori, entrambi insegnanti, sono icone di dedizione e passione.

“Fare scuola, per entrambi, era un modo per sostenere le impalcature del mondo”

Rappresentano quella fase storica in cui il libro entrava nelle case, era conoscenza, sapere.

“I libri li accarezzavo, osservavo le copertine, sfioravo i nomi degli autori e immaginavo dove vivessero, cosa facessero in quel momento, mentre io ero lì, ad ammirarli”

Un sentimento che il vero lettore prova, quella misteriosa alchimia che rende l’oggetto soggetto del desiderio.

Il boom economico, il divario tra Nord e Sud, il dibattito culturale, gli oggetti e i simboli degli anni 60 sfilano con quella grazia di chi ha cura del ricordo.

La Lucania, terra dimenticata, devastata dal terremoto, pronta a ricominciare, a mostrare che è tempo di raccontare.

E Milano con la sua bellezza velata di malinconia, luogo di un’infanzia ritrovata, esperienza di libertà.

Gli incontri che segnano il destino: Pavese, Pasolini, Biagi, Faulkner.

Voci e nomi ed emozioni che diventano nostri in un volticoso gioco di inversione di ruoli.

La scrittura ha il tono lieve di un canto arcaico, la carica vitale della speranza.

“I libri hanno bisogno di acqua per navigare”

Insieme all’autore “aspettiamo. E nell’attesa …transita la vita.”

“Baco” Giacomo Sartori Exórma

Fin dalla prima pagina siamo coinvolto ed entriamo in uno spazio dove poesia e prosa convergono verso una perfetta simmetria.

“Anche al riparo della pioggia gli atomi dell’aria sfrigolavano di inquietudine”

“Baco”, pubblicato da Exòrma, ha il respiro lungo di un intreccio che non lascia niente fuori.

È come se per un misterioso incantesimo la Natura, i luoghi, gli oggetti si animassero mettendo in scena una storia parallela.

La voce narrante è un ragazzino sordo e la sua menomazione diventa un nuovo modo di interpretare gli eventi.

In quelle parole sghembe che zoppicano e si confondono c’è tutta la tenerezza di chi sta cercando una dimensione.

“Con la lingua dei segni non avrei avuto problemi, ma nessuno li capiva”

La discrepanza tra la volontà di comunicare e il gelo di un universo che respinge e annulla potenzialità alternative è raccontata con delicatezza, senza pietismi.

 

Nella ricerca di una rotta non solo verbale c’è la testarda euforia di un adolescente che sa ironizzare, che attraverso una sfrenata fantasia compone la giocosa positività dell’esistenza.

Tracciati con profondo rispetto i personaggi che circondano il nostro piccolo eroe.

Il padre, il nonno, il fratello fanno da cornice ad un quadro familiare che sa liberarsi da un fuori respingente.

“Non si può mai sapere che sorprese ci porterà la vita”

Giacomo Sartori non si limita a narrare uno scorcio letterario, fa coincidere il romanzo con profonde riflessioni che aleggiano come farfalle senza appesantire il testo.

Riesce a dosare malinconia e gioia, inserisce figure come quella della madre che aggiungono un senso di spaesamento.

Una donna trasformata in un idolo, in un immobile soggetto a cui far arrivare le domande più cocenti.

Le tecnologie entrano nel testo e lasciano il lettore affascinato da tanta creatività.

Si può scrivere dell’oggi con una verve che va al di là dei soliti schemi stilistici.

Un libro da leggere per rispecchiarsi in una trama che ha tanto da insegnare.

https://CasaLettori.com

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