“In lotta contro il destino” Albert Camus Nicola Chiaromonte Neri Pozza

 

 

“Lo scambio epistolare tra Albert Camus e l’intellettuale italiano Nicola Chiaromonte è innanzitutto la testimonianza, talvolta commossa e commovente, dell’«amicizia tanto intensa e pudica» che unì questi due uomini tra il 1941 e la morte dello scrittore francese avvenuta nel 1960.”

Leggere “In lotta contro il destino”, pubblicato da Neri Pozza, tradotto da Alberto Folin e curato da Samantha Novello, significa comprendere il senso profondo dell’amicizia.

Una condivisione di passioni e valori, uno scambio improntato al rispetto dell’altro.

Due intellettuali che si confrontano sulla condizione umana nei suoi molteplici aspetti.

Dalla letteratura alla filosofia alla spiritualità: un excursus che arricchisce ed esalta il lettore.

Si vive un tempo storico percependone le contraddizioni e i conflitti, si comprende cosa significhi cercare la verità, si vive l’ospitalità come assoluta disponibilità e slancio emotivo.

Si sente che si può trascendere il proprio destino attraverso la coscienza critica, che “l’assurdo è la distanza infinita che separa nell’uomo ciò che più intimamente  gli appartiene.”

Il testo può essere letto senza seguire l’ordine delle pagine ma costruendo un proprio personale itinerario.

Suggerisco di segnare su un quaderno i passaggi più significativi per avere la possibilità di riflettere con calma sugli infiniti spunti offerti.

Mentre il mondo va in frantumi le parole di questo meraviglioso saggio rappresentano “isole di resistenza”, valide e attualissime.

Colpisce la capacità di confidare i pensieri più intimi e in questo dialogo appassionato in controluce appare l’Uomo nuovo, il modello da seguire, la guida quando i passi si fanno incerti.

Il dialogo è onesto, puro, privo di infingimenti.

Conoscere il rovello interiore, le difficoltà nella scrittura, le incertezze quotidiane è un dono inestimabile.

Giganti che raccontano come essere intransigenti con sè stessi, come mantenere un equilibrio mentale.

Un capolavoro da tenere sul comodino per non dimenticare che per migliorare bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione.