“Libri che mi hanno rovinato la vita” Daria Bignardi Einaudi Stile Libero

 

“L’arte fa così: svela le nostre paure e i nostri desideri.”

Difficile delineare il percorso culturale di “Libri che mi hanno rovinato la vita”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero.

Bisogna leggerlo, studiarlo, accarezzarlo, fermarsi su un pensiero, copiarlo su un quaderno, ripensarci a distanza di giorni.

Sentivamo che mancava un testo così potente, intimo, colto, passionale.

Forse avremmo voluto scriverlo noi ed oggi, averlo tra le mani, significa che un desiderio si è avverato.

Daria Bignardi con la scrittura coinvolgente che da sempre amiamo trasforma la letteratura in un castello di sorprese.

Rende viva la parola di autori che hanno incrociato le nostre esistenze.

Mostra l’interazione profonda tra noi e ciò che leggiamo, i cambiamenti che abbiamo subito, gli scossoni, le emozioni, i turbamenti e le conquiste.

Il suo non è solo un saggio di inestimabile valore dal quale attingere suggerimenti e riflessioni.

È il viaggio di un’anima che ha il coraggio di raccontarsi.

La vediamo bambina con la sua storia del cuore, adolescente, adulta, triste e felice, ferita ma mai piegata.

In lei ci rivediamo e sorridiamo perché ci regala l’analisi lucidissima di un periodo storico.

Gli anni ottanta, la devastante presenza delle droghe pesanti, la famiglia con le sue contraddizioni, le amicizie, gli incontri, gli amori complicati.

Ci invita a studiare le nostre biblioteche, a capire cosa c’è dietro una grande passione letteraria.

Ci aiuta a fare un’analisi introspettiva onesta e intransigente.

Vuole accompagnarci nei luoghi inaccessibili delle nostre fragilità, quelle che ci neghiamo per paura di mostrarci deboli.

Mentre affrontiamo questa rielaborazione della nostra personalità ci fanno compagnia autori noti e meno noti.

Ci accorgiamo che non avevamo compreso il messaggio di Djuna Barnes, Giorgio Bassani, Sologub.

Cosa hanno voluto trasmetterci, quanto abbiamo modificato le nostre scelte incontrandoli,  perché siamo lettori compulsivi e insaziali.

Domande che ci portano ad un bivio e ne usciremo vincenti solo se saremo sinceri con noi stessi.

Camus e Carmelo Bene, il cinema e Nietzsche: un caleidoscopio luminoso che ci libera dalle nuvole di questo presente spento.

“Fa paura non potersi fidare di sè stessi, dei propri desideri e pensieri, delle proprie decisioni: come se fossero viziati e compromessi.

Fa sentire insicuri, indecisi, soli, perduti.”

Vorrei abbracciare Daria Bignardi, ringraziarla per avermi donato una interpretazione alternativa della letteratura, per avermi fatto incontrare uomini e donne sublimi, per avermi insegnato a vedere il libro come parte di me.

Ma soprattutto per avermi aiutato a capire che bisogna “attivare quel passaggio tra cervello e cuore senza il quale non si capiscono davvero le cose.”