@lidiafera1975 recensisce La ragazza del treno di Paula Hawkins Piemme

 

@lidiafera1975 recensisce La ragazza del treno di Paula Hawkins Piemme

Le pagine di questo libro sono scritte come un diario e narrano le storie di tre donne protagoniste di un intricato quanto tragico destino.

Il loro è un vorticoso cadere verso il fondo che come conseguenza ha la completa perdita di se stesse; il tutto per inseguire qualcosa che in realtà non esiste. Purtroppo per arrivare a capire l’inconsistenza dei loro desideri devono rimetterci, per una di loro significherà perdere la vita.

Sono tre donne molto diverse le cui vicende si incrociano loro malgrado. Il romanzo inizia col descrivere le giornate di Rachel, una persona molto fragile che piange il fallimento del suo matrimonio, una donna che vive di passato persa nei rimpianti che tenta di affogare nell’alcool. Vive un irreale riflesso di ciò che avrebbe voluto per lei nella sua casa, la vita perfetta con il marito ideale però con degli attori. Costruisce un castello di carte ma la prima a cadere è lei. Immagina una vita meravigliosa per gli altri ma lascia andare la sua in frantumi.

La storia prosegue con la figura di Anna, che è l’altra donna in un matrimonio alla deriva che praticamente non esiste più. Lei riesce a subentrare in questo rapporto prima come moglie e successivamente come madre di una bambina, del tutto inconsapevole di ciò a cui in realtà sta andando in contro.

Infine Megan,  tormentata dal proprio passato sospeso, irrisolto; che del suo presente non sa che cosa farsene, per lei ogni conquista rappresenta una cosa scaduta, che ormai non serve più. Solo quando crederà che la sua nuova e del tutto imprevista occasione sarà quella che finalmente le permetterà di risolvere il suo passato si illuderà di poter cambiare la sua insoddisfazione con l’appagamento.

Sono presenti nelle loro vite anche delle figure maschili, una è Tom un marito per due e l’altro uomo in un matrimonio subdolo, solo alla fine quando non ci sarà più la via del ritorno l’uomo rivelerà il suo terribile inganno. Queste vite insieme con altre che gravitano intorno a loro scorrono come il passaggio dei treni lungo una linea che non prosegue sempre diritta ma avanza fra curve, scossoni, fermate per poi giungere al capolinea e rendersi conto che finita una corsa bisogna iniziarne un’altra, il treno come la vita non aspetta, perderne uno non segna la fine ma lascia il tempo per recuperare con il prossimo. Ci si incontra sempre in corsa.

@lidiafera1975 propone una sua poesia

 

@lidiafera1975 propone una sua poesia

L’anima
Eterea e trasparente.
Errante, nell’universo infinito.
A volte ferita e dolorante,
altre lucente e speranzosa.
Esiste per il suo completamento con la materia
per divenire insieme un’armoniosa forma.
La meta del suo vagare, è questo incontro
di perfezione, luce, musica, colore.
Una lunga attesa,
per essere insieme una poesia.

@lidiafera1975 recensisce “L’arte della felicità” Dai Lama

@lidiafera1975 recensisce “L’arte della felicità” Dai Lama

 

Dopo la lettura di questo libro capisco appieno il titolo. Ricercare e raggiungere la felicità è davvero un’arte. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, queste pagine sostengono che per raggiungere la felicità non bisogna fare alcuna scalata sociale o cose del genere, è un lavoro che riguarda se stessi: l’anima, il proprio cuore e soprattutto il proprio cervello, è necessario operare un discernimento tra ciò che è bene e quello che non lo è per la nostra esistenza e di conseguenza per i rapporti con gli altri, da quello che ci causa disagio e ci fa provare un sentimento di disturbo e negativo come l’odio, che in realtà si rivela essere uno strumento per distruggere de stessi. Il libro ci porta a capire quanto sia utile e necessario curarci di noi abbastanza da venire a conoscenza del fatto che la rabbia ci incattivisce e ci rende ottusi, la nostra mente non è libera abbastanza e ci frena tanto da non riuscire a gioire di ciò che in realtà già possediamo in noi. Soggetti senzienti che sprecano la loro energie provando inutili sentimenti negativi verso gli altri che provocano solo malessere e ci fanno sprecare la nostra vita. Anche per i momenti tragici e di sofferenza viene sostenuta la tesi di questo tipo di discernimento e costa tanta fatica scegliere di accettare quello che siamo e non ci vuole poco, bensì costa moltissimo in termini di sforzo mentale raggiungere uno stato di consapevolezza di noi stessi e di ogni potenzialità di cui ciascuno à dotato per poter superare certi traumi oppure situazioni che ci rendono schiavi degli altri e dei sentimenti peggiori. Queste righe sostengono che provare compassione e considerarsi compassionevoli può essere uno dei doni connaturati di ogni individuo, oppure il frutto di esercizi spirituali che alcune grandi dottrine insegnano; significa idealmente condividere il peso delle sofferenza altrui ed essere quindi persone migliori per noi e gli altri che non guasta.

@LidiaFera1975 propone una sua poesia nel sito di @CasaLettori

@LidiaFera1975 propone una sua poesia nel sito di @CasaLettori

Un mattino

Quando il sole è ormai alto, che già riscalda il giorno

si scorge da una parte, come una torre al di sopra delle case

il campanile, con l’orologio ed i suoi rintocchi.

Le montagne, come verdi chiazze.

Di fronte da lontano, come un cielo più colorato

dalla terra confinato si scorge il mare.

come l’Alfa e l’Omega, sembrano

l’uno simboleggiar principio e l’altro fine.

L’alba che sorge, ed il sole che si spegne.