Intervista a Tommaso Soldini, autore di “L’inguaribile” Marcos y Marcos

@CasaLettori dialoga con Tommaso Soldini, autore di “L’inguaribile” Marcos y Marcos

 

Come definirebbe con 3 aggettivi Michele?

“Michele è ingenuo, lucido, ossessivo.”

 

 

Siamo tutti inguaribili?

“Ognuno di noi è alla ricerca delle proprie passioni e della propria felicità; spinti da questi impulsi siamo più o meno capaci di combattere inguaribilmente. Ognuno lo fa a partire dalla propria storia e con i mezzi che ha.”

 

 

Giorgia e Gemma, due opposti?

“Non lo so, davvero. Penso che possano essere amate entrambe, che ci sia del bello in entrambe. Michele, però, non ha dubbi: Gemma lo muove, lo sorprende, lo turba, lo affascina.”

 

 

Cosa l’ha spinta ad introdurre nel romanzo la figura del “coniglio bianco”?

“Il “coniglio bianco” è una specie di Virgilio sfuggente, che porta Michele ad attraversare altre forme di realtà, ricompare anche nel film “Matrix”, tatuato sulla spalla di una ragazza che Neo, il protagonista, seguirà per incontrare Trinity e il suo destino di liberatore dell’umanità. Infine è anche il personaggio più libero del film “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, innamoratissimo di Jessica. Mi è sembrato doveroso che Miché avesse almeno una specie di guida da seguire, che nel romanzo si chiama Ratter e che, in modi non proprio ordinari e classici, lo aiuta a non perdere il contatto con sé stesso.”

 

 

“Ci siamo trasformati, seduti, sfilacciati” Non siamo più capaci di riconoscere il cambiamento dell’altro?

“Penso che i miei personaggi lottino con le proiezioni che tendono a formarsi dell’altro. Amarsi, forse, è riuscire ad andare oltre, è tenere vivo il ricordo del bello che ci è successo, ma anche capire che c’è molto altro bello che può venire, fuori dalla Petite Princesse, nella vita che si vive da coscienti. Gemma e Michele ci provano e, forse, ce la faranno.”

 

 

Quanto il mondo virtuale ha influenzato la sua scrittura?

“Sono uno che legge il giornale mentre fa colazione (quindi su schermo), paga le fatture da casa, risponde alle email, recupera film o trasmissioni televisive sul computer. Il mondo virtuale ha trasformato anche la mia vita, in modo profondo, persino troppo. Ho però scelto di non frequentare le reti sociali, non perché abbia un giudizio negativo ma perché, come forse direbbe DFW, rischiano di tenerti attaccato allo schermo fino a farti vivere una vita alternativa-alienante. Questo tema mi interroga, credo sia interessante e, tutto sommato, un modo concreto per rinnovare la domanda sulla relazione tra mondo onirico e realtà (Si pensi a “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler)”

 

 

La trasgressione come necessità di riscoprirsi?

“C’è un filosofo inglese che dice che ogni società ha bisogno di trasgressione, anche solo per rinnovare la fiducia dei cittadini nelle leggi che hanno scelto. Come a dire che il senso delle cose, se non lo sentiamo più, rischia di sfuggirci, di diventare abitudine e di stemperarsi nello scontato. Trasgredire una regola può essere un buon modo per capire se quel valore ci abita ancora, non è però detto che sia il solo modo.”

 

 

Tornerà Miché?

“Lo sa che, proprio in questi giorni, per la prima volta, me lo sono chiesto anch’io? Lei che cosa ne pensa?”

“L’inguaribile” Tommaso Soldini Marcos y Marcos

“Amarsi a lungo è la cosa più difficile”.

Perché finisce un amore? Cosa scatena l’allontanamento della tua donna?

Come sopravvivere da single dopo aver perduto il giaciglio protettivo di una famiglia?

Se lo chiede Michè, protagonista di “L’inguaribile”, pubblicato da “Marcos y Marcos.

Perde Gemma e non ne conosce il motivo, non ha voluto capire o semplicemente ha rimandato il momento di osservare a distanza cosa sia diventata la loro storia.

Per le figlie diventa colui che non ha più diritti.

Continua svogliatamente ad occuparsi di cronaca giudiziaria sempre più disorientato.

Una commedia divertente che sa disegnare i tratti della fragilità maschile, spesso oscurata da una falsa sicurezza.

Nelle movenze del personaggio, nell’aggrovigliarsi dei pensieri, nei dirottamenti della trama sta la maestria di Tommaso Soldini.

Costruisce uno scenario credibile, scandisce i capitoli con le date quasi a voler sottolineare la relazione tra consapevolezza e tempo.

È questa la spinta innovativa del narrare, la ricerca del perché.

Percorso tortuoso che porterà il nostro uomo a sbarazzarsi di infiniti tabù.

Geniale la storia parallela di un’altra coppia che pur nelle diversità mostrano le stesse sfaldature, le medesime finzioni.

Attraverso l’osservazione delle esistenze altrui ripercorre al contrario il labirinto in cui si è nascosto.

E le donne come vengono rappresentate in questo teatrino contemporaneo?

Forse si sono stancate di ritrovarsi sempre in perenne attesa.

Penelope finalmente assume una simbologia alternativa e si mostra in tutta la sua fierezza di donna.

Un finale che fortunatamente apre diverse prospettive e forse propone di liberare il desiderio.