“L’ora senz’ombra” Osvaldo Soriano SUR

 

“Compiamo il passo decisivo verso noi stessi soltanto quando non abbiamo più origine.

A quel punto è tanto difficile comprendere il senso di una vita quanto cercare un significato in Dio.

Senza genitori, senza infanzia, senza alcun passato non ci rimane che affrontare quel che siamo, il racconto che portiamo in noi per sempre.”

“L’ora senz’ombra”, pubblicato da  SUR e tradotto brillantemente da Glauco Felici,  è ricerca che partendo dalle radici arriva alla conoscenza del sè.

È esaltazione della memoria in una lenta e progressiva ricostruzione di un prima che si presenta come vuoto.

Riempire quel vuoto affettivo e mentale significa imparare a camminare da soli.

Ricostruire l’esistenza di una madre assente, provare a comprenderne le scelte, superare la rabbia per l’abbandono è atto coraggioso che richiede un doloroso e necessario percorso.

Cercare il padre che forse fugge da sé stesso, rivedere i momenti passati insieme, sentire che mancano parole e gesti prima dell’addio finale diventa un bisogno di assoluzione.

Quella figura emblema di ribellione è anello di congiunzione con la travagliata storia dell’Argentina.

“Il mio disprezzo per i suoi sogni impossibili, per le sue assenze, per i suoi anni di clandestinità e di esilio, tutto era stato messo tra parentesi.”

Ci chiediamo se anche noi nella relazione con i genitori abbiamo preferito tralasciare frammenti importanti.

Il tema del conflitto generazionale si sviluppa con lucidità e coerenza, non lascia spazio a facili e comodi equivoci.

Il romanzo non è solo riabilitazione della memoria, sa essere voce amplificata di tutti i sognatori del mondo.

I personaggi che si incontrano vivono cercando chimere e proprio per questo sono indimenticabili.

Animano le pagine con i loro giorni scombinati, lasciando una scia luminosa.

E questa scia, ad osservarla bene, compone la trama del realismo magico.

Osvaldo Soriano in questa meravigliosa opera riesce a stare in bilico tra una scrittura immaginifica e una parola che alla realtà volge il suo sguardo.

Il protagonista è uno scrittore e forte è il dubbio che sia l’alter ego dell’autore.

Le pagine che descrivono le difficoltà di dare forma ai pensieri, il bisogno di mettere su carta le emozioni negate, lo studio di una forma e di uno stile autonomo rendono il testo un laboratorio di scrittura creativa.

“Una buona narrazione arriva fino all’anima e lascia il segno.

Se non è buona suscita solo indifferenza.”

Forse è vero: “arriviamo sempre tardi a ciò che amiamo.”

Soriano ci dimostra che è possibile, che c’è sempre l’occasione mancata da recuperare e che le stelle aspettano solo di esaudire i nostri desideri.

Un testo travolgente che sa cambiare il nostro modo di pensare, libero, arioso, sperimentale, ricco di osservazioni da annotare.

Spettacolare, leggetelo!