“Nome non ha” Loredana Lipperini Elisa Seitzinger Hacca Edizioni

 

“Le storie mettono radici invisibili e profonde, e i nostri pensieri, e dunque le nostre azioni, muteranno dopo averle incontrate.

Lo sapremo solo nei sogni, dove si mostrano le fessure e i cunicoli che accolgono la parte più importante delle nostre vite.”

È quello che succede leggendo “Nome non ha”, pubblicato da Hacca Edizioni.

Si ha la certezza che ogni parola, ogni frase, ogni simbologia resterà nella nostra anima, tornerà nei giorni incerti, scaverà pensieri che portano lontano.

Accogliamo la narrazione come una vibrazione di un tempo perduto dove il mistero può essere svelato.

Terra promessa dove la sorgente del sapere sgorga copiosa, il mito si traveste da realtà e danza sinuoso sconfiggendo la nostra muraglia di certezze.

Incontreremo le Sibille, impareremo a conoscerle e ad amarle.

Ci sveleranno chi siamo e ci insegneranno l’arte della profezia.

Finalmente vedremo ciò che non è chiaro, sfideremo chi vuol farci credere che la conoscenza può essere pericolosa.

Ci sentiremo liberi di ascoltare voci antiche che non hanno mai smesso di tramandare la gioia del fonema che diventa letteratura.

Saremo attratti dalla poetica che Loredana Lipperini riesce a comporre coniugando esperienza e racconto.

Insieme percorreremo luoghi che il terremoto ha ferito, entreremo nelle chiese con una rinnovata voglia di spiritualità.

“Questo noi no è quello che ci inchioda e per questo ci scambiamo idee per afferrare il mondo per i capelli e strategie per spazzare via quelli che non capiscono quanto possa essere orribile la pressione che ci portiamo addosso, tutte quelle aspettative dei genitori e degli adulti, e nostre, e la difficoltà di realizzarle.”

La scrittrice evoca il ricordo di un viaggio insieme a due amiche e il casuale incontro con Viola, artista  fantasiosa, donna dalle mille risorse, capace di tessere leggende e di mappare grotte e paesi e monti.

Generazioni differenti in una notte che ha il sapore di una strana alchimia.

Tutto è filtrato dal “canto degli uccelli che pian piano va smorzandosi e una certa luce in lontananza che potrebbe essere azzurra.”

È vero, “le parole fanno e disfano il mondo” quando sono così intense, carezzevoli, perfette.

Il miracolo si è compiuto, ci sentiamo trasportati in quell’Altrove dove tutto è possibile e mentre ci perdiamo tra le immagini realizzate dall’illustratrice Elisa Seitzinger comprendiamo che abbiamo superato quel tragico limite che ci vuole razionali e rigidi.

Grazie per i colori, le emozioni, le luci, la poesia e l’illusione che possiamo scavalcare i confini della nostra materialità.

Siamo corpo e anima e ameremo, soffriremo, spereremo e torneremo nei territori che la scrittrice ci ha donato.