“Loro” Roberto Cotroneo Neri Pozza Editore

 

“Ebbi la sensazione di non riuscire più a misurare il tempo, di non saperlo più il tempo, mi sentivo confusa, non capivo dove mi trovavo, quel che avrei dovuto dire, di lí a poco.

Ma fu un attimo, una sospensione di tutte le verità che avevo fatte mie in quel colloquio, in quelle passeggiate, nelle persone che avevo incontrato fino a quel momento.”

Atmosfera straniante, dilatazione delle percezioni, incontro con l’insondabile.

Roberto Cotroneo con “Loro”, pubblicato da Neri Pozza Editore, ci conduce con maestria negli oscuri territori del soprannaturale.

Una narrazione fluida esercita un irresistibile fascino sul lettore.

Voce narrante è Margherita, istitutrice di due gemelle monozigote, in una villa che nasconde non pochi misteri.

“Come in certe fotografie di Luigi Gnorri dove i cancelli stanno in mezzo alla campagna senza niente davanti e senza niente dietro.

E nel niente avrei potuto mettervi la famiglia Ordelaffi, il personale di servizio, gli alberi rari, la casa di Koolhaas.”

Tutti i personaggi hanno un proprio doppio, ambiguo, scostante.

Vivono intrappolati in una ragnatela di omissioni, vittime e contemporaneamente carnefici di sè stessi.

La Verità è impossibile da raggiungere, stritolata da suggestioni che si rifanno al mondo misterioso del paranormale.

L’autore compone con maestria atmosfere inquietanti che attraggono e respingono.

“L’inferno ci appartiene, l’inferno è prestorico: quando lo vedi, e basta una volta sola, puoi anche dimenticarlo per anni, per decenni, ma quando meno te lo aspetti, quando pensi che il cielo e la terra possano essere tutto quello che desideri, l’inferno si riapre.”

Simbolica rappresentazione della sofferenza quando il reale perde compattezza.

Diventa abito stinto e la mente vaga cercando appigli.

La scrittura evolve in un finale inaspettato, a spirale.

Le geometrie mentali si mescolano creando infinite figure concentriche ed esplode il senso della parola.

Non fredda metafora del disagio ma sperimentazione diretta dei tragici angoli bui dove si annida la follia.

Come diceva Nietzsche:” Quando scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”.

Complimenti allo scrittore che ci ha permesso di stare ai bordi dell’abisso.