“Ricette semplici” Madeleine Thien 66thand2nd

 

“Una casa è un’idea semplice.

Chi l’ha costruita muore, ma lei rimane.

E sempre ogni infanzia è importante, come menta che cresce nascosta”.

L’esergo scelto da Madeleine Thien, tratto da “Latte” di Roo Borson, anticipa le atmosfere che vivremo leggendo “Ricette semplici”, pubblicato da “66thand2nd”.

Racconti pervasi dal sussurro malinconico di chi nel ricordo cerca un balsamo.

Ogni storia è già romanzo per la compattezza della trama, la ricchezza di particolari paesaggistici e affettivi.

I personaggi trasmettono quell’umanità fatta di piccoli pensieri, di attenzioni, di cura degli altri. Domina la scena la famiglia e non importa quanto sia segregata, acciaccata, dolorante.

È il cuore pulsante, necessario scenario anche quando si fugge.

E la partenza, spesso improvvisa, è lo scarto in avanti, il bisogno di liberarsi da un amore che può diventare purulento.

Padri e figlie nella quotidianità in relazioni che possono sfociare nella perversione o dirottare verso un maldestro senso di colpa.

“Una manciata di riso nella mia mano aperta, chicchi da setacciare in cerca di impurità, da togliere uno alla volta” per raggiungere un equilibrio tra l’amore e l’odio, per stanare le ombre di un affetto vorace.

Mogli e mariti nelle incerte sequenze di una relazione stancante, occhi che non riescono a guardarsi, mani impietrite da troppi sogni delusi.

E gli odori di una cucina immersa nel fumo di pietanze che ricordano altri luoghi, il suono di un valzer che stempera l’incapacità di accettare l’insofferenza, le strade percorse con la certezza di trovare pace.

Sorelle che spartiscono il sollievo di un abbraccio, amiche complici di segreti impronunciabili.

Nella narrazione ancora una volta la scrittrice riesce a portarci verso “il paese che non è stato ancora scoperto.”