“La morte di Penelope” Maria Grazia Ciani Marsilio Editore

“Questa è la mia maschera. Maschera austera di sposa fedelissima. Io sono colei che attende. Io sono colei che soffre”.

In “La morte di Penelope”, pubblicato da “Marsilio” finalmente quella figura che in ombra ha visto passare tempo e giovinezza, diventa icona di ribellione.

Un testo teatrale dove ogni personaggio si libera dal silenzio e reinterpreta l’epilogo dell’Odissea.

Un viaggio nel segreto del cuore dove si lacerano i veli delle incertezze e si può pensare a un nuovo inizio.

Antinoo non è più l’avventuriero, pronto a usurpare il trono. È la voce tremante dell’amore impossibile, la speranza che copre ogni ostacolo.

Maria Grazia Ciani mostra tutta la sua profonda conoscenza letteraria e incede con passo lieve nello studio introspettivo delle ragioni della fedeltà.

Ne affronta le lacerazioni, i dubbi, restituendoci non più un mito ma una donna in carne e ossa.

Immagina e rende giustizia alla solitudine di chi non può sottrarsi al destino.

Offre alla “presenza assente” della protagonista la follia di un sogno.

Nelle pagine struggenti mostra che la tragedia dell’esistenza è legata all’impossibilità di sganciarsi da ruoli preconfezionati.

Storia attualissima in questo tempo che ha idealizzato principi azzurri e orizzonti limitati.