“Maria Zef” Paola Drigo minimum fax

 

 

Mariute in quattordici anni ha conosciuto la fatica e la fame.

Con la madre e la sorella più piccola Rosùte ha percorso le strade del Friuli trascinando un carretto di cianfrusaglie da vendere nei piccoli borghi.

Non sa leggere e scrivere, conosce solo le villotte, canti popolari.

Nonostante gli stenti è serena e il viaggio diventa avventura.

Alla morte improvvisa della mamma il dolore pungente è intrappolato nelle viscere.

L’ospitalità temporanea dalle suore acuisce il senso di precarietà e quando lo zio, fratello del padre morto in America, la riporta nella baracca, sente la presenza della donna che l’ha partorita.

Figura scostante, triste, invecchiata troppo presto, logorata da un segreto devastante.

La storia ha un risvolto amaro e colui che ha accolto le due ragazzine si rivela ubricone e violento.

“Maria Zef”, pubblicato nel 1936, torna alle stampe grazie a minimum fax nella Collana “Introvabili”.

Si legge d’un fiato perchè la trama nella sua semplicità riesce a raccontare un mondo maschilista e impietoso, dove non c’è spazio per la pietà.

L’inverno rigido, la neve che copre ogni cosa, la desolazione e il silenzio fanno da cornice a questo gioiello letterario.

A spezzare la desolazione l’amore puro e innocente fatto di sguardi con Pieri e la promessa di aspettarne il ritorno dall’Argentina.

“Nessuno le aveva insegnato a pregare.

Speranza, luce, a lei non potevano venire dal cielo, ma semmai dalla terra.”

Reagire e trovare la forza di andare avanti: Maria ci insegna tanto.

Sembra sia tornata dal passato per ricordarci che il destino, anche quello più difficile, può essere cambiato.

Un cane vigile e presente, le donne incontrate per caso, il dialetto friulano e i ricordi delle feste di paese: scorci che danno speranza, che incitano a non arrendersi.

Paola Drigo fu una delle scrittrici più interessanti del Novecento e con questo romanzo conferma di essere stata una pioniera nella difesa degli ultimi.

Ha saputo raccontare il ruolo delle donne degli anni Trenta con una lucidità di immagini nette che si fissano nella mente del lettore.

Ha regalato una luce a tutte coloro che sono state offese, violate, tenute prigioniere.

Ha descritto la quotidianità, il desinare fatto di poco, la sofferenza silenziosa e la rabbia che diventa ribellione.

Un libro introvabile che la casa editrice ci ha donato.

La mia infinita gratitudine per la bellezza della storia,  l’eleganza della scrittura, il forte messaggio che propone.