“A una certa ora di un dato giorno” Mariantonia Avati La Nave di Teseo

Il padre di Emma è scomparso inghiottito dal nulla lasciando il marchio della colpa.

Passano gli anni ma la mancanza brucia trasformando il presente in un costante bisogno di essere accettata.

Luca è tormentato dalla morte del fratello che non ha saputo abbracciare negli ultimi istanti di vita.

Entrambi sono in fuga da se stessi e quando scelgono di vivere insieme non sanno che precipiteranno in un baratro di infinito dolore.

“A una certa ora di un dato giorno”, pubblicato da La Nave di Teseo, affonda la narrazione in una relazione che ha troppe zone buie.

Ne svela i contorni lentamente mostrando la fragilità che diventa aggressivitá.

Delinea un quotidiano devastato da paure e menzogne.

Mostra, scegliendo come voce narrante la figura femminile, una resistenza che solo le donne sanno conquistare.

Affida alla protagonista il messaggio di chi è intrappolato da un sentimento forte:  il desiderio di essere angelo salvatore.

Descrive stati d’animo con una lucidità capace di far sentire sulla pelle ogni lamento, ogni urlo.

Un linguaggio che usa non l’immagine ma la sensazione, la purezza del pensiero.

Mariantonia Avati conquista il lettore con una scrittura elastica ed ambivalente.

Racconta lo scontro di due anime, vittime e carnefici in un perfetto gioco di rimandi al passato.

Crea effetti a sorpresa che lasciano senza fiato e che smantellano la trama.

Una tela che si scompone nelle ultime scene, sfilacciandosi in stracci che si disperdono in una camera d’albergo.

Quando la verità affiora con violenza non c’è tempo per i ripensamenti.

Bisogna scegliere tra le catene di un vortice senza redenzione e la corsa verso un piccolo raggio di sole.

Un romanzo completo, intenso, emozionante.

Un viaggio psicologico costruito ad arte tra ombre e luci di corpi che si abbandonano su rive limacciose.

Una cosa è certa: “non basta la tenerezza” per accettare l’indicibile.