“Storia del figlio” Marie Hélène Lafon Fazi Editore

 

È sorprendente la capacità di Marie Hélène Lafon di giocare con il tempo.

Salti da un periodo storico ad un altro mentre si dipana una trama che ha il sapore delle saghe familiari.

“Storia del figlio”, vincitore del prestigioso premio Renaudot, arriva in Italia grazie a Fazi Editore.

Non un solo protagonista ma tanti interpreti che insieme riescono a raccontare un secolo.

Ci si accorge che la cronologia non è essenziale quando si vuole far luce sulle infinite sfaccettature della personalità.

Ha un ruolo determinante la famiglia che sa accogliere e preservare i segreti, rispettare i tempi altrui, accogliere.

Sarà Hélène a prendersi cura del figlio della sorella Gabrielle.

Due donne così diverse: l’una legata al focolare, l’altra inquieta, che ha lasciato la piccola città di provincia per trasferirsi a Parigi.

Un amore travolgente con un ragazzo più giovane e una gravidanza.

Andrè cresce sapendo di avere un padre fantasma ma non fa mai domande.

Rispetta il silenzio della madre pur sentendo che prima o poi dovrà riempire il vuoto che sente dentro.

La scrittrice ribalta la visione delle relazioni familiari, mostra che esistono legami forti indipendemente dalle origini genetiche.

Nel tracciare la figura di Gabrielle ha il coraggio di mettere in scena la rottura di un certo modo di essere femmina.

Riabilita tutte coloro che scelgono senza rimpianti, amano con passione e sanno fare un passo indietro quando il desiderio si affievolisce.

Nelle pagine iniziali introduce un evento doloroso e lo fa con parole pacate.

È un modo per ricordarci che esistono nelle nostre genealogie fratture che dobbiamo accettare e conservare.

Che la memoria è sacra e che la nostra vita è legata a quella dei nostri avi.

Si va avanti nella certezza che “domani è un altro giorno.”

E Paul, il padre naturale?

Saprà mai di quel figlio o continuerà ad essere un eterno Peter Pan?

A voi il piacere di scoprirlo ma, vi avviso, le sorprese saranno tante.

Un’autrice audace, pronta a scardinare le regole del romanzo contemporaneo proponendo una tessitura alternativa.

I tasselli che propone creano un disegno variegato, fluido, intrigante.

I sentimenti vanno intuiti e mai esposti.

È la rappresentazione di una società che riesce a sovvertire la morale dei bempensanti.

Libero, arioso, costruito con grande acume, riesce a trasmetterci tanta pace e la voglia di indagare sui misteri che certamente aleggiano nel nostro passato.