“Scuola di apprendisti” Marina Garcés Nutrimenti

 

“Da chi e insieme a chi possiamo apprendere l’essenziale per vivere meglio?

Che abitudini, valori e modi di vivere vogliamo trasmettere?

A chi e perchè?

Perché possiamo arrivare a sapere tante cose e invece non impariamo ciò che abbiamo piu bisogno di apprendere?

La domanda cruciale, che nessuna società ha mai smesso di riproporsi, è:

Come educare?”

Marina Garcés, docente universitaria e filosofa spagnola, ribalta la nostra visione della realtà educativa.

Partendo da situazioni vissute invita ad imparare a pensare e a scegliere ciò che vogliamo comprendere.

“Educare è guidare il destino della comunità e di ciascuno dei suoi membri.”

A causa della pandemia il presente si è fatto oscuro, l’isolamento ha azzerato le occasioni di confronto, la scuola è rimasta deserta.

È necessario capire se si è perso tempo prezioso e se sí come recuperarlo.

Prima tappa indispensabile è quella di aprire gli occhi e imparare a guardare il mondo.

È necessario saper “accogliere l’esistenza”, cercando di realizzare il proprio potenziale.

Avere il coraggio di cogliere le contraddizioni della scuola e correggerle.

Evitare la segregazione, la gerarchizzazione, invitare a reinventare il sapere.

Educare a “pensare per sè stessi in relazione agli altri.”

“La coscienza non può essere ridotta né a una conoscenza catalogabile nè a un comportamento verificabile.

È un’esperienza del limite capace di costruire senso a partire dall’attività del pensiero.

Pensare per proprio conto è un’attività che parte da un interrogarsi che nasce attorno ai limiti del sapere.”

Un testo che si legge come fosse una mappa sociologica,  filosofica, letteraria.

Insegna ad “accogliere la sproporzione di ogni verità”, senza sottometterla né violentarla.

Per insegnanti, genitori, alunni e per tutti coloro che rifiutano il mercato dell’istruzione.

Nell’epilogo una sorpresa che non anticipo.

Certa che vi piacerà e che sarà stimolo per nuovi interrogativi.