“L’amore le donne e la vita” Mario Benedetti Nottetempo Edizioni

“Una speranza un orto una prateria

una briciola tra due affamati

l’amore è un campo minato

un giubileo di sangue”

Versi che esprimono il sentimento conflittuale di Mario Benedetti, autore che ha sempre trasferito nelle sue opere l’esperienza teatrale. Uno scenario che si apre su diverse e contraddittorie intuizioni, mai statiche  o eccessive.

La parola diventa la misura di quell’immediatezza linguistica che trova la sua espressione nell’accostamento di vocaboli.

Nella raccolta poetica “L’amore, le donne e la vita”, pubblicato da Nottetempo, sono incisi tutti i temi cari allo scrittore.

Si percepisce l’amarezza di una relazione finita, l’incapacità di raggiungere l’apice sentimentale.

È una lotta tra ansia, speranza e paura mentre l’oggetto del desiderio si allontana come un sogno senza risveglio.

“Oggi mi sento come una laguna insonne con un imbarcadero senza imbarcazioni.”

La solitudine dell’uomo contemporaneo si staglia in un cielo plumbeo, non è figura retorica.

È il silenzio di chi non trova risposte, l’urgenza di aggrapparsi ad un orizzonte non più agognato, il bisogno di “non essere scogliera” disabitata.

L’esperienza dell’esilio è macchia incancellabile, profonda ferita mentre “fuggono impauriti gli alberi i muri i corpi di alluminio”.

Tutto si dissolve lasciando un’infinita malinconia.