“Sesso più sesso meno” Mario Fillioley 66thA2ND

 

“Ovviamente parlo del nulla, nessuno sa come si comporterebbe se fosse un’altra persona, ci si può un pò mettere nei panni degli altri, questo sì, però è una fatica che si è disposti a fare solo quando di intuisce che se ne trarrebbe una qualche ricompensa.”

Peppe è uno dei tanti personaggi che animano “Sesso più sesso meno”, pubblicato da 66thA2ND.

Addizione o sottrazione: a questo si riducono le nostre relazioni sentimentali.

Solo una frenesia dei corpi, il desiderio istintivo e poi nulla che abbia una parvenza di amore.

O anche questo cercarsi è una forma alternativa di passione.

Il romanzo ci pone di fronte ad un dilemma che non va sottovalutato.

C’è in gioco l’interpretazione di una generazione e non credo di esagerare pensando che il quadro descritto circoscriva perfettamente una fase storica.

Il libro ci permette di studiare le reazioni di entrambi i sessi.

Ogni capitolo è un monologo articolato come fosse un flusso di coscienza sia nella forma che nello stile.

C’è un’accelerazione linguista, una sintassi che si allunga in una temporalità che non conosce limiti.

Le riflessioni a volte si aggrovigliano, altre si distendono lineari.

È un’occasione unica per conoscere i ghirigori della mente, ma attenzione, in questa frenesia letteraria si nasconde il senso profondo del testo.

Bisogna comprendere anche le pause o le rotazioni argomentative ed ecco che ci appare un frammento di verità.

“Io voglio solo qualcuno che mi desideri, chiunque sia, e lo voglio solo finchè mi desidera.

Quando smetterà di farlo ( perché il desiderio è sempre volatile, e tutti a un certo punto smettono di desiderare ciò che hanno desiderato) non lo vorrò più, e voglio potermene disfare senza neanche accorgermene.”

Potrebbe sembrare una frase qualunquista ma non lo è.

Si intravede la paura di perdere ciò che si ama, di ritrovarsi nella palude della solitudine.

Mario Fillioley è bravissimo a raccontare le nevrosi, i sensi di colpa, i tradimenti negati.

Fa coabitare nelle sue pagine più personalità per evitare l’omologazione dialettica.

Parlano a sè stessi ma non tra loro, svelano ciò che non hanno il coraggio di pronunciare a voce alta.

Una prova letteraria molto originale, sarcastica e amara, terribilmente reale.

E il ricordo di ciò che è stato, dei baci, degli sfregamenti, dell’abbandono all’altro si può dimenticare?

Fidatevi, lo scoprirete leggendo.