“L’invenzione di noi due” Matteo Bussola Einaudi Stile Libero

 

Un banco di scuola e due liceali che si scrivono messaggi.

“L’urgenza di raccontarsi era troppo forte, insistente, concreta.

Tutta quella che si può avere a diciott’anni.”

Attrazione che nasce dalle parole, acque limpide, sincere.

“L’invenzione di noi due”, pubblicato da Einaudi Stile Libero, è elegia della scrittura.

Forma perfetta dove si è veri, cristallini, protagonisti  di una geografia mentale che è alito impetuoso, sangue che scorre, linfa che rianima.

Milo e Nadia rappresentano due poli caratteriali differenti ma, grazie ad “una necessità elettromagnetica che era riuscita ad attraversare il tempo”, vengono impregnati da un’attrazione fluorescente.

Vivere insieme significa scontarsi con le diversità.

Lui immerso in un presente troppo uguale, incapace di far evolvere se stesso e la coppia.

Lei “con qualcosa di bellico nel suo modo di amare”.

Prigionieri di un amore profumato di sogni adolescenziali presto vedono frantumarsi la giocosa condivisione di una gestualità complice.

“L’amore è un privilegio.

Non è un elemento previsto dalla natura, ma un’invenzione umana.”

Matteo Bussola riesce ad inventare una deliziosa commedia dando a Milo la possibilità di riconquistare la sua donna.

Geniale trovata che permette al lettore di studiare i due personaggi, di ascoltarne le riflessioni, di percepire le confuse aspettative di entrambi.

Dietro ogni frase c’è un accurato studio analitico che con lucidità rivela i disorientanti delle relazioni.

L’autore colpisce duro addentrandosi come un chirurgo nelle ferite non rimarginate, negli spazi solitari dove si annida lo sconforto.

Racconta la resa e la paura, i momenti bui, le rimozioni.

Insegna che bisogna mettersi in gioco se si vuole proteggere la passione.

Non si fugge, si lotta, si aspetta e ci si libera da un immaginario che vede l’altro statico, atrofizzato in un tempo passato.

“Ciò che più amo della letteratura è che non racconta solo le storie che accadono, o che sono accadute, ma soprattutto quelle che potrebbero accadere.”

Un romanzo perfetto nella trama articolata, nella briosa costruzione narrativa e certamente nelle riflessioni sulla parola scritta.