“La fuga di Anna” Mattia Corrente Sellerio Editore

 

 

“Da quando sei scomparsa inizio a dimenticare.

In ogni ricordo di noi ci sono soltanto io.

Tu non ci sei più.

Parto.

Guardami, Anna.

Un vecchio con una valigia che parte, con la speranza di ritrovarti.”

Severino con l’innocenza di un bambino che non ha capito, inizia una peregrinazione alla ricerca della moglie con la quale ha condiviso l’esistenza.

È stanco e anziano ma ha un conto in sospeso con sè stesso.

Perché Anna è scomparsa e dove ha trovato pace?

Un viaggio della memoria nei luoghi dove hanno passato i giorni.

Una foto in tasca e la speranza di riportare a casa la sua donna.

L’ha amata come gioiello prezioso e mentre i ricordi prendono il sopravvento è sempre più netta la percezione che gli è sfuggita la verità.

Ripercorre i paesi, visita le case dove hanno vissuto, interroga amici e conoscenti.

Mantiene il portamento eretto mentre tracce del passato che non ha saputo interpretare galleggiano nell’afa siciliana.

L’esordio narrativo di Mattia Corrente è fulminante, mostra competenza linguistica e un reticolo narrativo eccellente.

Sviluppa la narrazione su più costrutti creando una maglia letteraria di altissima qualità.

Lentamente svela il vissuto di Anna, la ferita insanabile per la scomparsa del padre, il desiderio spasmodico di ribellarsi al ruolo assegnatole.

Il bisogno di libertà viene castrato dal matrimonio e dalla quotidianità.

Non la conosceremo, sembra in ombra ma è figura centrale.

Accetta e subisce una condizione che le sta stretta perché “la libertà è pericolosa, non cambia le cose solo per te ma pure per gli altri.”

L’autore ci regala una donna divisa, splendida nel suo dualismo.

Non sa chi vuole essere ma sente una spinta interiore che a fatica riesce a contenere.

Libertaria senza saperlo, pronta a mettere in discussione gli archetipi femminili compresa la maternità.

“La fuga di Anna”, pubblicato da Sellerio Editore, incrocia più storie con un dinamismo stilistico straordinario.

Nelle pagine ha spazio il padre e la misteriosa fuga da sè stesso.

È come se padre e figlia seguissero una unica traiettoria senza mai incontrarsi.

Penso che lo scrittore abbia voluto sottolineare diverse personalità, entrambe dimezzate.

In un finale che ha il sapore di un noir si squarcia il cielo delle parole non dette e finalmente si è liberi di essere come si vuole.

Un invito a rivedere il nostro concetto di identità e di libero arbitrio.

Occasione per visitare quella Sicilia meravigliosa e magica dove i colori compongono infinite e possibili trame.