“Ogni volta che ti picchio” Meena Kandasamy Edizioni e/o

“L’amore non è cieco; guarda soltanto nei posti sbagliati.”

“Ogni volta che ti picchio”, pubblicato da Edizioni e/o, non è solo la lenta, minuziosa ricostruzione di un amore malato.

È l’atto liberatorio di chi finalmente ha il coraggio di guardare in faccia la realtà.

Un matrimonio che fin dai primi mesi diventa gabbia che limita ogni spazio ideativo.

“Non c’è passato.

Sono stata trasformata in una tabula rasa.”

Un crescendo di violenze psicologiche e fisiche che vengono narrate con distacco, come se si osservasse una pellicola in bianco e nero.

La distanza necessaria per rendere oggettivo il racconto, per non cadere nella trappola del vittimismo.

“Non ho intenzione di lasciarmi domare da questi attacchi di collera”.

Per sopravvivere la protagonista invia lettere ad amanti immaginari, sceglie rime da ripetere come un mantra.

La forza d’animo di questi tentativi di difesa è commovente, spinge il lettore a sentire empatia, a studiare con attenzione i piccoli e grandi eventi che devastano la quotidianità.

Meena Kandasamy offre uno spaccato della società indiana ancorata a tradizioni che vogliono la figura femminile relegata al ruolo di “moglie perfetta”.

Fa riflettere sull’atteggiamento maschilista dei cosidetti “compagni”.

Ci si chiede quanto cammino bisogna percorrere per liberarsi da tabù e pregiudizi.

“Ogni volta che mi picchia il terrore nasce dall’intuizione che tutto questo continuerà, che non finirà facilmente.”

Il romanzo nello scorrere delle pagine si riempie di dolore.

Cocci di una personalità ridotta ad oggetto, sogni slabbrati e inutilizzabili, corpo violato, parole che si inceppano.

Lo stupro diventa possesso, osceno annullamento della dignità, cenere che si disperde nel silenzio.

Una storia che cuce insieme vergogna e coraggio, solitudine e speranza .

Solo ls scrittura  protegge, avvolge, difende.

“Sono la donna che, col cuore spezzato, crede ancora nell’amore.”