“Fuoco infinito” Melania G. Mazzucco ItaloSvevo Edizioni

 

“Era credente, Tiepolo?

Tiepido, forse, come gli uomini del Diciottesimo secolo.

O perfino ateo, come i libertini, e vagamente esoterico, come Casanova, quasi coetaneo di suo figlio.

Ma non devo attribuirgli l’anticlericalismo della mia generazione.”

Ad interrogarsi sulla figura del grande Maestro è Nilo Boschini, professore di storia dell’arte, incaricato di proteggere il patrimonio artistico minacciato dalla guerra.

Arriva ad Udine, “vera capitale d’Italia, perché è installato il quartier generale del Comando Supremo, è qui che si decide ogni strategia e si fa la storia.”

Ad accoglierlo una Crocerrossina, Solferina Zender, che darà un’impennata alla narrazione.

“Fuoco infinito”, pubblicato da ItaloSvevo e vincitore del “Premio Regione Friuli Venezia Giulia”, ha la struttura del classico pur mantenendo diversi elementi di modernità.

Rivisitazione storica dei primi del Novecento con immagini che portano indietro le lancette dell’orologio.

Splendida antologia artistica per approfondire la biografia e le opere del Tiepolo.

“Era di Venezia, dipinse dalla giovinezza fino alla vecchiaia, divenne il beniamino dell’aristocrazia veneziana, italiana ed europea, ebbe una moglie bionda e bellissima e un’infinità di figli, morì talmente ricco da non conoscere l’entità del suo patrimonio.”

Viene tracciato il percorso interiore dell’artista attraverso una mappa dei passaggi più importanti della sua esistenza.

“Tiepolo è stato l’ultimo bagliore di leggerezza in un’Europa che sarebbe stata spazzata via dalla Rivoluzione e dalle guerre.”

Melania G Mazzucco, studiosa e appassionata d’arte, ci regala un gioiello di inestimabile valore culturale.

Con la sua scrittura suadente e lieve sa coniugare nel romanzo la follia della guerra e la creatività dell’uomo.

Invita ad interrogarci sul futuro del mondo.

Ci sarà ancora posto per la Bellezza o saremo stritolati da un progresso frenetico?

“È un errore… aver separato l’arte dalla vita, e considerando l’arte non più come un bene e un bisogno di tutti, una continua viva funzione sociale, un’espressione sincera del nostro carattere nazionale, un documento solenne e inconfutabile della nostra storia.”

Parole come pietre da conservare nel cuore e far conoscere ai più giovani per educarli al rispetto e all’amore per i tesori artistici del nostro paese.