“Melma rosa” Fernanda Trías SUR

 

“C’era una volta

Cosa?

C’era una volta una volta

Ciò che non è mai stato?

Ciò che mai sarà”

La dimensione del tempo è un filo che traballa al vento e quel vento malefico e crudele colpisce i corpi, sfalda le cellule, distrugge la continuità.

Non si sa più dove sta l’inizio e la fine: il caos.

“Melma rosa”, pubblicato da SUR e tradotto da Massimiliano Bonatto, ci porta in una città dove tutto si muove con lentezza.

Il porto assume il valore simbolico di una fuga ma prima bisogna attraversare l’esperienza dello straniamento.

Scritto prima della pandemia il romanzo sembra anticipare ciò che ha travolto le nostre esistenze.

Distopico? Forse, certamente creativo, ricco di immagini forti, visionarie.

L’aggancio alla realtà è forte e la genialità sta nella scenografia che fa pensare ad un territorio che ha perso la sua identità.

La protagonista cerca di muoversi in questa strana atmofera di attesa mentre i tasselli di un passato irrisolto emergono come funghi velenosi.

Il complicato rapporto con la madre, l’amore viscerale per la tata, il bisogno di mantenere un contatto con Max, nonostante la relazione sia ormai sabbia dispersa.

Occuparsi di Mauro, ragazzino affetto da una strana voracità, significa forse sconfiggere quel bisogno di amore sempre celato.

Fernanda Trías è docente di scrittura creativa e in ogni frase si intuisce quanto lavoro ci sia per raggiungere la perfezione stilistica e dialettica.

La narrazione è intercalata da brevi dialoghi immaginari che scavano nel pozzo profondo dell’inquietudine.

La rappresentazione della parola che sa essere audace e sperimentale, critica nei confronti delle scelte del governo, impietosa nell’analizzare i sentimenti.

Frasi che tagliano e feriscono, invitano a non accettare passivamente ciò che non capiamo.

Andare a fondo nel buco nero delle nostre menti, inventare un finale anche quando tutto si fa sfumato.

Cercare nelle strade deserte, nei cieli disabitati, nei cuori inariditi una piccola forma di resistenza.

Bellissimo come tutti i libri firmati SUR.