“Disordini” Michele Ainis La Nave di Teseo

 

“Oscar non ha più un lavoro, né una casa, forse neppure un nome.

Sono rimasti incollati addosso all’altro, lui è un abusivo, un impostore suo malgrado.”

Svegliarsi e scoprire di non avere più lo stesso volto.

Scomparse le sembianze di professore universitario, resta una maschera ignota.

Abbandonare Roma dove nessuno lo riconoscerebbe e rifugiarsi alla pensione Cacioli, a Roseto degli Abruzzi.

Luogo dell’infanzia e del primo amore, ritorno al ventre caldo dell’origine.

“Il suo viaggio a Roseto dopotutto è una ricerca, è un inseguire l’orma del bambino che l’ha preceduto, prima che l’adulto la calpestasse sotto le sue suole.”

“Disordini”, pubblicato da La Nave di Teseo, è materializzazione del doppio, scomparsa di una identità definita.

È il vuoto dell’anima, l’astrazione dalla soggettività.

Quando questa strana metamorfosi dilaga bisogna indagarne le cause, cogliere la difformità di comportamenti.

Trovare nei compagni di avventura un segno comune, forse semplicemente il desiderio di sperimentare un’alternativa.

Sentire che il presente con le sue regole sfugge al controllo, diventa materia in continuo mutamento.

Accompagnati da il “Preludio in Mi minore di Chopin”, entriamo nella suggestione fantasiosa realizzata da Michele Ainis.

Siamo attratti dalla giostra temporale che è ingannevole e ci costringe a cercare punti saldi.

Occhi di Medusa, ipotetici untori, una nuova armatura, grumi di “sensazioni tattili e olfattive”, infingimenti per paura di entrare nel dirupo della invisibilità.

Lo scrittore tocca corde profonde dove la ragione si disperde in piccole bolle di colore.

“Bisogna arrendersi all’idea che non ci sia un originale, che ciascuno vesta molte facce nell’arco della propria esistenza, talvolta della stessa giornata”.

Chi siamo veramente? Il volto è solo specchio perverso di immagini che teniamo segrete?

“Il fuori e dentro non esistono, c’è solo una landa di passaggio.”

Frasi che sgorgano da fonti pure, scelta accurata del linguaggio e la sperimentazione di una realtà virtuale.