“Momenti trascurabili” Francesco Piccolo Einaudi Editore

 

Grazie a Francesco Piccolo ci accorgiamo che tanti “Momenti trascurabili ” ci sono sfuggiti e ci chiediamo il perché.

Il terzo volume pubblicato da Einaudi Editore è un vademecum indispensabile, un imperdibile compagno di viaggio se vogliamo ritrovare quelle marginalità emozionali che rendono l’esistenza interessante.

L’autore ha la capacità di leggerci dentro e di mettere a nudo le insofferenze, i disagi, la noia.

“Chi mi darà indietro il tempo perduto a districare i fili degli auricolari”?

L’immediatezza della scrittura permette di visualizzare istanti sprecati, occasioni perdute.

Il tempo diventa soggetto di una rappresentazione suggestiva del reale e non è casuale lo splendido monologo sulla concatenazione di presente e futuro.

Con ironia caustica l’autore spinge la narrazione nei territori metafisici e la predizione della cartomante apre scenari sulle nostre attese.

Pronti a varcare la soglia nella novità, di qualcosa che scuota le nostre pigrizie affettive.

E poi c’è l’amore, l’abitudine, la staticità.

Uno sguardo attento, tagliente sulla coppia protezione che nasconde un modo nuovo di stare insieme.

“Tra due persone che stanno insieme non c’è bisogno di dirsi molte cose”.

Piccoli aforismi e lunghi aneddoti si combinano grazie all’abilità nel manipolare la parola.

Creta che diventa materia viva, ci appartiene, ci racconta.

Ci costringe a capire perché amiamo le autostrade e perchè ci da sollievo avere la possibilità di scegliere “tutte le direzioni”.

Attraverso una parola malleabile, chiara il costrutto allegorico è gigantesco e il lettore si diverte ad interpretarne il senso e il segno.

Non mancano le pagine che svelano sentimenti vissuti ma mai espressi.

“All’amore ci si affeziona. Anche quando si smette di amare qualcuno, si conserva la sensazione di amarlo, si fa fatica ad accorgersi della verità: perché ci si rammarica di aver smesso, si ha voglia di conservare quel sentimento che dava felicità e che in realtà non la dà piú.

L’amore, dopo che è finito, continua; in modo disperato, falso in profondità, ma allo stesso tempo commovente.”

Il figlio che nasce e “il ronzio” che non abbandona più, appartenenza e responsabilità.

“È il sentimento dell’ineluttabilità”

E l’universo letterario, la divertente satira sui festival, la consapevolezza di essere diventati “maturi.”

Nel finale un regalo che ci commuove.

“La vita non finisce più, se si sa comprendere ogni singolo momento di un giorno solo.”

Buona lettura!