“Sembrava bellezza” Teresa Ciabatti Mondadori

Leggere Teresa Ciabatti significa credere che la letteratura sia palpito, coinvolgimento, libertà.

Esserci fino all’ultimo rigo, piangere e ridere, sentirsi onda ribelle, palloncino che vola alto.

Inebriarsi sapendo di essere equilibristi nel circo della vita.

Accettare l’impietoso ritratto di ciò che siamo.

Ripercorrere il passato valorizzando anche le ombre.

Entrare senza paura nei circuiti complessi della mente.

“Sembrava bellezza” pubblicato da Mondadori, ha il tratto giornalistico nella essenzialità della prosa, la potenza di un linguaggio che non è mai lo stesso, la dolcezza straziante di un canto.

“Non dipende forse dall’adolescenza l’adulto che sei?”

La personalità della protagonista si offre lentamente, mostrando spigoli, vuoti e pieni.

Dura, intransigente entra con passo deciso nelle macerie del passato.

Non si assolve, non ha pietà dell’adolescente che era.

Scava fino alla radice dei conflitti.

La vergogna di essere imperfetta, la rabbia per una condizione sociale che la emargina.

La pubertà come salto ad ostacoli, l’età adulta come coraggiosa rivisitazione.

Accanto a lei Federica e la sorella Livia, “farfalla” che non sa più volare.

“Chi sono le madri?

E le figlie?

Se i ruoli non fossero ambiguamente fluttuanti, avremmo famiglie felici.”

La maternità finalmente libera da vecchi, edulcorati stratagemmi

L’amicizia che spesso è trappola.

L’amore, fuoco che divampa e si spegne nel rimpianto.

La scrittrice non ha necessità  di una linearità narrativa, può creare una trama che sale, scende, si anima, rallenta.

Importante è ciò che  comunica, quanto si concede al lettore.

“Passato e presente si sovrappongono.”

Il tempo si ferma, l’istante diventa essenziale per ricomporre il disagio di una generazione.

Impossibile cancellare ricordi dolorosi, mimetizzarsi nell’altro.

“Cosa siamo diventate, costellazioni senza luna, microscopiche stelle a punteggiare il cielo buio.

Qualcosa non torna.”

Ognuno troverà la sua parola chiave, il cammino che porta all’identificazione del sè.

Comprenderà che l’espiazione è esercizio indispensabile, che il perdono e l’assoluzione hanno bisogno di lunghe stagioni, che “l’amore si compie in solitudine”.

“Stella sulla fronte.

Protettrice, guerriera.

Vi salverò.

Io vi salverò, bambine bionde, teste di bambole.

Vi porterò al sicuro nella grotta buia della mia immaginazione, dove nessuno vi toccherà, è se lo farà, se abuserà di voi, sarà a fin di bene, per rendervi protagoniste.”

L’effetto catartico ha avuto successo, siamo ancora integre, riprendiamo a lottare.

Grazie, Teresa, per averci stretto la mano mostrandoci come si fa a non mollare.

 

 

 

 

Agenda Letteraria 8 aprile 2020

“Non so cosa sia la felicità, forse – per definirla – cerco il suo contrario,

ch’è vita ungarettiana d’uomo, vanità del cuore.

Un sasso che non sa d’essere sasso è la felicità?

È pugno che bussa a una tomba, o a un oracolo balbuziente?”

 

Vincenzo Cerami “Alla luce del sole” Mondadori