“Moon Lake” Joe R. Lansdale Einaudi Editore Stile Libero

 

“Mi chiamo Daniel Russell, e sogno acque nere.

Il mio primo ricordo di Moon Lake risale a quando ero ragazzo, in una notte buia dell’ottobre del 1968, in cui la luna quasi piena sembrava fluttuare sulla superficie dell’acqua.

Ricordo il bagliore e il modo in cui le ombre degli alberi si allungavano sulla riva del lago, come dita di cioccolato che brancolavano in cerca di un piatto d’argento.”

Un incipit che sa essere essenziale con sfumature poetiche.

Sembra di entrare all’interno di una favola rapiti da un paesaggio che prospetta due poli.

Il buio e il bagliore, la tensione e la bellezza in un incastro di parole piene di ritmo.

I libri di Joe R. Lansdale racchiudono sempre quella sottile linea di invalicabile, riescono ad agganciare l’attenzione del lettore in una spirale attrattiva.

Si è folgorati non solo dalle trame imprevedibili ma anche dalle tonalità sempre diverse della scrittura.

Palpitante, lirica, visiva, un soffio che pur nei momenti di maggiore pathos riesce a cadenzare lo spessore del pensiero.

Un pensiero che si apre al mondo e alla sue problematiche riuscendo a rappresentarne le discrepanze.

“Moon Lake”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero, ha una marcia in più.

Non ho remore ad affermare che è la più riuscita opera letteraria di uno scrittore poliedrico, mai banale, maestro nel costruire strutture letterarie solidissime.

Un bambino travolto da un’esperienza raggelante e mentre il lago inghiotte il corpo del padre la salvezza arriva insperata.

Ancora una volta l’infanzia trova la sua cifra simbolica.

È come se l’innocenza venisse tragicamente perduta e per averne consapevolezza dovranno succedere eventi che riusciranno a ricucire gli strappi.

Siamo in Texas in un contesto dove forte è la discriminazione razziale.

Altro tema ricorrente che in questo meraviglioso testo viene affrontato con lungimiranza.

Non servono frasi fatte, bisogna mostrare cosa significa essere neri, quali i valori superano ogni steccato ideologico.

A distanza di anni il protagonista torna nei luoghi del passato per riconoscere il corpo del padre.

Troppi misteri da risolvere e la caparbia volontà di comprendere.

Bisogna andare alle radici, sapere chi sono i suoi genitori, conoscere quel prima così oscuro.

Il noir vira verso una trama psicoanalica pur mantenendo un imprinting molto teso.

Al centro del romanzo c’è l’Uomo con il suo bagaglio di dubbi, ferite, certezze e paure.

Il sogno ha un ruolo fondamentale, rivela e nasconde ciò che non si può accettare.

Il nostro Daniel è giornalista e scrittore, deve conciliare la ricerca storica con quella personale.

Non mancano gli intrighi di potere, i colpi di scena, le incidentali mai casuali.

Tutto si incastra alla perfezione e quando la verità si presenta con occhi di fuoco bisogna accettarla e andare avanti.

Strepitoso, bellissimo, intrigante con i colori che degradano e formano un arcobaleno.

Segno che vita e morte sono solo passaggi da sperimentare cercando di non cedere alle lusinghe dei rituali.