“Morti ma senza esagerare” Fabio Bartolomei Edizioni e/o

“Morti ma senza esagerare”, pubblicato da Edizioni e/o, è la prima delle quattro storie della “Quadrilogia della famiglia”.

Un racconto breve intriso di dolcezza dove anche i sogni impossibili si avverano.

Vera si è staccata presto dall’amore vischioso dei genitori, ha preferito camminare con le proprie gambe, certa di essersi scrollata di dosso un’affettività ripetitiva.

Alla morte improvvisa e inaspettata delle figure parentali crollano le resistenze.

Capire cosa l’ha spinta ad allontanarsi, ricordare ogni gesto amorevole.

Fabio Bartolomei ha la genialità di inventare un imprevisto che trasforma la commedia in un misterioso fantasy.

Nello sviluppo del meccanismo di elaborazione del lutto padre e madre tornano ad essere reali.

È il paradosso dell’amore che sfida i perimetri dell’Aldilà.

È la delicata ricomposizione di un trio affettivo che nelle gestualità quotidiana riannoda i sentimenti.

Quelle attenzioni date per scontate, a volte invasive, acquistano il sapore della geniunità.

Le raccomandazioni, gli abbracci, le premure mostrano il volto luminoso del concedersi.

Le pagine scorrono mentre si sente il bisogno di vivere quell’esperienza surreale, si ricordano i sorrisi non ricambiati, le parole dimenticate.

Ci si accorge che il nucleo originario terrà sempre una fiaccola accesa.

Che l’assenza si può nutrire di memorie, che esiste un patrimonio indissolubile.

Tra risate e lacrime l’autore assolve la famiglia, le concede qualche ingerenza, la coccola e la protegge da una società che è disgregante, incapace di fortificare le proprie radici.