“Motel Life” Willy Vlautin Jimenez Edizioni

 

“La sfortuna si abbatte sulla gente ogni giorno.

È una delle poche certezze della vita.

È sempre pronta, sempre lì, in attesa.

La cosa peggiore, la cosa che mi terrorizza di più, è che non sai mai chi colpirà nè quando.”

 

“Motel Life”, pubblicato da Jimenez Edizioni, è voce di un’America che non ha avuto scelta.

Confinata ai margini, travolta da eventi che troppo spesso esulano dalla responsabilità individuale.

Aggrappata all’alcool, necessario compagno per superare il deserto di un’esistenza senza occasioni di riscatto.

Nascosta in motel di quart’ordine dove si è nessuno tra oggetti che non valgono nulla.

Due fratelli uniti da un sentimento profondo che inabissa il dolore per la morte della madre e per la fuga del padre.

Jerry Lee, coinvolto in un incidente stradale, uccide un ragazzino e tormentato dal rimorso cerca in Frank quel calore affettivo che gli è sempre mancato.

La fuga diventa speranza di nuove occasioni, ma la mente rifiuta l’oblio.

Chiusi nel cerchio di un destino che non perdona sanno che non potranno dimenticare né perdonarsi.

“Si potrebbe vivere sempre in strada, nei parcheggi per camionisti.

Senza bisogno di un posto fisso.”

Willy Vlautin regala un romanzo dai colori accesi, intenso, commovente, realista.

Scrive pagine di introspezione che spiazzano il lettore, lo portano nei territori sperduti della colpa, presentano il volto tumefatto della solitudine.

Mostra una generazione che nella strada cerca il fuoco vacuo delle illusioni.

“A volte l’ispirazione è un miracolo, un raggio di luce.”

Sono le storie che nascono dal nulla, che si uniscono alla trama come una musica dolce e carica di fantasia.

Invenzioni o sogni che disegnano un mondo altro dove l’avventura è porta di ingresso di un Paradiso agognato.

L’amicizia è condivisione quando il cuore è oppresso dalla paura.

La foschia, la neve che copre ogni cosa è metafora di una purezza che non può essere cancellata.

La strada è salita ripida e impervia mentre la notte culla solo chi ha la certezza di un lavoro e di una casa.

“Quello che devi fare è pensare alla vita che vuoi, pensarla nella tua testa.

Trasformala in un posto in cui vorresti essere: un ranch, una casa su una spiaggia, un attico in cima a un grattacielo.

Non importa cos’è, basta che sia un posto in cui puoi rifugiarti. Quando le cose si mettono male, ci vai.

E se trovi un posto ma non funziona più, lo cambi.

Lo cambi a seconda della situazione, a seconda del tuo umore. Vedila così, sarà il tuo portafortuna.

Inventati un posto in cui stai bene, che ti dà forza, che nessuno può portarti via. Così puoi andarci quando tutto il mondo ti sta addosso”

Importante è continuare a camminare, sferzati dal vento, insieme alle sagome di chi ci ha amato nella certezza che esiste sempre il luogo della redenzione.