“L’unica persona nera nella stanza” Nadeesha Uyangoda 66THA2ND

“La razza continuava a perseguitarmi, ed era questo, ancor più del concetto in sè, a definirmi.

La maggior parte delle persone bianche, al contrario, vive la propria vita come se la razza fosse qualcosa di invisibile, irreale persino.”

Nadeesha Uyangoda intreccia la sua storia personale ad una riflessione di ampio respiro.

Nata in Sri Lanka, dove vive fino ai sei anni, raggiunge la madre in Italia e fin da subito si sente a casa.

“L’unica persona nera nella stanza”, pubblicato da 66THA2ND, ha toni i pacati dell’intellettuale che si interroga.

“La razza, una cosa che esiste e non esiste allo stesso tempo, è l’elemento che più ha definito la mia esistenza.

Io sono la mia pelle, i miei capelli, il mio nome, sono le tradizioni dei miei genitori.

Ho sfregato via quanto di me era possibile, eppure la razza è rimasta con me – nel mio passaporto che sembrava non superare mai i controlli d’ingresso all’aeroporto, nelle ispezioni casuali oltre le casse automatiche dei supermercati, nel tu dell’impiegato di banca che ritornava al lei col cliente successivo.”

L’autrice non si limita a narrare la sottile resistenza nei confronti del nero.

Affronta il tema dell’identità e dell’assimilazione.

Mostra con divertenti aneddoti i preconcetti, l’incapacità di andare oltre il colore della pelle.

Le sue osservazioni nascono da studi e ricerche accurate.

Non usa frasi abusate, non si sente emarginata perché ha costruito con fatica una personalità forte, indenne da attacchi esterni.

Si sofferma sulle relazioni miste e ne mette in luce le difficoltà ma anche la gioia di apprendere insieme un alfabeto nuovo.

“Un bambino nero, nato, cresciuto in Italia, passa da un grado all’altro del sistema scolastico con l’etichetta di straniero.

E prima di essere un razzismo popolare, della collettività, quello è un razzismo che risiede nel nocciolo, pubblico, istituzionale , di uno Stato.”

Parole forti ma necessarie in un Paese che ha imparato ad avere paura di chi è diverso.

La difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno, la leggi sull’immigrazione, la distanza dagli eventi culturali e politici devono far riflettere.

Cosa è oggi il razzismo? Quanto è legato ad una politica aggressiva e sovranista?

“L’antifascismo parte anche da un dialogo con sè stessi, sui pregiudizi e gli stereotipi che nutriamo noi per primi.”

Una interessante lezione di vita da leggere e da far leggere.