“Trema la notte” Nadia Terranova Einaudi Stile Libero

La terra si ribella ed esplode lasciando desolazione e dolore.

“Una polifonia mi attraversò le orecchie, il pavimento crollò insieme ai detriti della mia casa e con loro precipitai su una catasta di rovine.

Il mondo come l’avevo conosciuto finí e ogni cosa amata e odiata disparve.

Raccontare il terremoto che ha devastato Messina e Reggio Calabria significa rendere omaggio alle troppe vittime, restituire alla memoria la dignità perduta.

“Trema la notte”, pubblicato da Einaudi Editore nella Collana Stile Libero è un romanzo storico ambientato nel 1908.

Un lavoro di cesello che ricostruisce con puntualità giornalistica l’evento drammatico senza trascurarne l’aspetto umano.

Due città e le loro voci geograficamente vicine, compagne di sventura.

A dividerle il mare con i suoi misteri.

Nadia Terranova scrive poesia, calibra le parole, le unisce in una sinfonia che sana il cuore.

Racconta l’arretratezza di comunità patriarcali e nella figura di Barbara concentra la speranza del riscatto.

Giovane ribelle al volere del padre che la vuole sposata vive il conflitto interiore di chi attraverso la conoscenza sa che esistono altre opportunità.

I libri sono stati suoi compagni, guide spirituali.

Sua maestra Letteria Montoro, scrittrice siciliana, spirito libero, dimenticata dalla letteratura ufficiale.

Ci si commuove nel ritrovarla tra le pagine e si sente che un filo magico lega la trama a questa eroina del suo tempo.

Si ha la tentazione di citare interi brani, oasi e specchi di una scrittura viva, articolata, sofferta.

Nostre sono le macerie, nostra “quest’ acqua di ombre, miti e mostri”, nostra l’innocenza perduta.

Da raffinata antropologa dei sentimenti l’autrice studia i personaggi, li illumina creando una tridimensionalità che rende il testo molto scenico.

Partendo dalla leggenda e dal mito offre una lettura critica del Sud Italia, ne evidenzia le zone d’ombra passate e presenti.

Nel piccolo Nicola vessato dalla madre, imprigionato in una religiosità ossessiva si concentra l’eterno conflitto tra fede e ragione.

Un’avventura liberatoria che insieme a quella di Barbara costruiscono le basi di una rinascita.

La vita si impone, vuole ricostruire, immaginare, pensare che tutto si può ricucire.

Da leggere nel silenzio raccolto il “Preludio”, cercando di cogliere i tanti messaggi.

“Ad ogni novilunio seppellisco i miei fantasmi, che poi resuscitano vivi e molesti a seconda dei venti, delle effemeridi e di piccole variazioni che avverto solo io.”

Un percorso intenso da vivere come una speranza.

Finché ci saranno donne come Nadia Terranova la letteratura sarà illuminata dalla forza della verità.

Il mio augurio di meritati successi.

“Come una storia d’amore” Nadia Terranova Giulio Perrone Editore

 

“Come una storia d’amore”, pubblicato da Giulio Perrone Editore, è la poesia che volevi ascoltare.

La musicalità della scrittura investe come un vento di scirocco, ti protegge, ti salva.

La città  si scompone in immagini e ti si offre come un frutto maturo da gustare.

L’infanzia ritorna liberando lacrime e ricordi.

Il grumo di disperazione di Saba, il rumore di una periferia, il colore acceso del mercato.

Andrea con quella voce “che apre molte porte, saluta come una carezza.”

La fabbrica cinese clandestina e i sorrisi forzati dei turisti.

Il tempo lungo, sempre uguale di Teresa.

Il cielo di Ostia Antica e il sogno di Elisa.

Nadia Terranova racconta l’appartenenza ai luoghi dell’anima.

Roma è metafora dell’incertezza di sfiorare l’esistenza, è terra e cielo e volti.

In ogni racconto sentiamo la presenza della scrittrice, è compagna, amica, sorella.

Ci accompagna con gesti affettuosi a cercare la felicità, a comprendere le radici del nostro disincanto, a respirare il tepore di un nuovo inizio.

È una maga e dal cesto del suo scrivere emerge il desiderio di imparare, la necessità di fuggire, “la luce dolce e disperata dell’autunno.”

Ci invita a ritrovare nell’assenza il coraggio di andare avanti.

Piccoli passi come i suoi racconti, luci soffuse nel deserto di un quotidiano che non sa più raccontarsi.

Imparare “l’alfabeto originario”, scoprire che sei tu “casa”, che gli amori possono morire ma resta la malinconica certezza che ogni ora non è stata sprecata.

E forse è tempo di cercare quella parola che sappia coniugare tutti gli estremi.

Grazie, Nadia, per averci mostrato il percorso.

 

 

 

“Un’idea di infanzia” Nadia Terranova Italo Svevo

“La letteratura per ragazzi è come il primo amore: dà alla maggior parte dei lettori e degli scrittori l’impronta originale del sentimento, indica la strada.”

Nadia Terranova in “Un’idea di infanzia Libri, Bambini e Altra Letteratura”, pubblicato da “Italo Svevo”, si trasforma in una fata, quella che tutti noi avremmo voluto accanto nell’infanzia.

Ci accompagna in un universo riccco di sorprese, animato da vecchi e nuovi personaggi.

Racconta trame che appassionano, incontra autrici ed autori che hanno saputo trovare una sintonia letteraria con i ragazzini.

Torna adolescente e le sue scoperte sono le nostre, i suoi batticuori, la sua passione per la lettura diventano un fluido incandescente, un fuoco che arde.

Il testo, diviso in tre parti, ha una sua compattezza narrativa, quella stessa affascinante scrittura che Nadia ci ha fatto amare.

Ci sentiamo a casa mentre proviamo le emozioni in compagnia di Pinocchio o di “Il giovane Holden”.

Confrontiamo il nostro diverso sentire nei confronti di una pagina riletta a distanza di tempo.

Ci incuriosiamo seguendola nel nuovo e variopinto mondo della letteratura per l’infanzia.

Ci piace la sua voce suadente che si illumina di mille sfumature.

Le sue non sono solo recensioni proprio perché riesce a varcare i confini di una narrazione, ne cerca i significati, ne individua il nucleo pedagogico.

“In questo momento storico più che in altri i bambini vadano raccontati con parole e con immagini complesse.”

Un’analisi sociologica convincente arricchita da esempi e suggerimenti.

Alla conversazione con Giovanni Nucci vorremmo partecipare per chiarire i numerosi dubbi nell’educazione dei nostri ragazzi.

“Non esiste un’idea di infanzia che non sia mutevole, e perciò universale”

 

Un invito a cogliere proprio quelle diversità che oggi si vogliono annullare.

Un prezioso album interattivo per genitori, insegnanti e soprattutto lettori che hanno ancora voglia di sognare.