“I casi del commissario Croce” Ricardo Piglia SUR

“Gli interessava capire, era così fin da ragazzo; capire gli interessava troppo, a volte non riusciva a smettere di rimuginare, si perdeva nelle varianti della realtà contingente, voleva sapere, cogliere, captare, fermare l’andirivieni della vita, e se non riusciva a giungere a una conclusione diventava ossessivo, mezzo catatonico, e andando avanti così sarebbe finito al manicomio.

Non si può pensare troppo, si finisce per saltare lo steccato, cadere nel fango e non uscirne più”

I racconti di “Il caso del commissario Croce”, pubblicati da SUR, sono la pura rappresentazione del concetto di scrittura culturale.

In ogni storia assistiamo ad una elaborazione del pensiero sempre diversa e coinvolgente.

Il risvolto poliziesco e la risoluzione del caso sono parentesi costruite alla perfezione in un contesto ideativo che abbraccia storia, filosofia, sociologia.

“La realtà era piena di segnali e di tracce che a volte sarebbe stato meglio non vedere”.

Ricardo Piglia ha la capacità rara di andare a cercare proprio quegli indizi nascosti permettendo una lettura della realtà completa e autentica.

Non sceglie scorciatoie, mostra che la verità può essere “variabile e comparativa”.

Smaschera la corruzione, la definisce e la classifica come “il volto umano del sistema”.

Il libro è un viaggio educativo e in ogni frase sboccia una riflessione che invita a fermarsi, fare una pausa, rileggere e scoprire la vera essenza delle parole.

Così come “le indagini deviano e si perdono in una matassa di cui saper trovare il bandolo”, così l’esistenza non si sviluppa in linea retta.

Dietro una lingua fluida e senza fronzoli si nascondono figure allegoriche legate alle vicende dell’America Latina ma valide anche per il nostro striminzito presente.

In “L’eccezione” è enigmatica la struttura di un verso e questa disgressione non è casuale, è la conferma che l’incomprensibile va svelato.

Il protagonista sa ascoltare e osservare ma non resta indifferente.

Di lui amiamo la lucidità e la pietà per le vittime, il coraggio di difendere le cause perse, la schiettezza dell’agire.

Come afferma il Maestro Massimo Carlotto nella splendida prefazione “Cronaca, aneddoti familiari, storia. Ricardo Piglia è stato lo scrittore latinoamericano che più di tutti si è occupato di elaborare una teoria sul romanzo poliziesco e sulla figura dell’investigatore.

Ha lasciato una grande eredità sia a livello di saggi che di romanzi, molti dei quali in Italia meritano una diffusione ancor maggiore.

Un vero e proprio patrimonio che il lettore, come sosteneva Piglia, deve vivere come un’esperienza condivisa, che allarga gli orizzonti, coinvolge l’esistenza.”